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Negli ultimi anni i pionieri della cannabis indoor hanno generato una forte richiesta di evoluzione tecnologica, portando anche nuove conoscenze sulle tecniche di coltivazione intensiva. Selezione genetica, idroponica, LED, massimo controllo ambientale, fertilizzanti di nuova generazione sono solo alcuni esempi di come la cannabis stia contribuendo a nuovi modelli di agricoltura. L’indotto economico e industriale avviato con la legalizzazione non si ferma però ai settori agricoli.

UN ENORME MERCATO DA SODDISFARE. La domanda mondiale di cannabis è superiore a quella per internet degli anni ‘90. I nuovi imprenditori hanno soldi da investire e necessità di innovazione tecnologica. In USA e Canada il mercato legale è in crescita verso le decine di miliardi di dollari l’anno. Un settore industriale in piena regola per il quale si propongono specifiche soluzioni tecniche per migliorare i prodotti e massimizzare i profitti. E fondi di investimento come Founders Fund mettono soldi in cannabis tramite loro società controllate. Anni fa, Founders Fund è stato fra i primi a investire denaro su idee stupide come Facebook e Spotify.

TUTTI QUELLI CHE RINGRAZIANO LA CANNABIS. Molte grandi aziende possiedono tecnologie e reti adatte a entrare di forza nel mercato della cannabis legale. Per ora temono di attirare troppo l’attenzione e stanno alla finestra, permettendo alle piccole imprese di avventurarsi in un mercato ancora poco trasparente, ma molto redditizio entro pochi anni. BW Global Structures produce un nuovo tipo di policarbonato in lastre che trasmette e diffonde meglio del vetro tutte le frequenze luminose solari utili alle piante. L’azienda lavora sulla cannabis insieme ad Ambient Water, società che ripulisce sia le acque lerce del fracking petrolifero americano, sia quelle salate per le aree desertiche. Ambient Water ora punta alla cannabis con nuovi sistemi che catturano acqua dall’aria nelle serre, regolando l’umidità e restituendola al sistema di irrigazione. Le due aziende insieme sono in grado di fornire ambienti ad alta efficienza che possono costare da 300mila a 80 milioni di dollari. A metà filiera si moltiplicano le macchine per estrazione dei principi attivi dai vegetali. I migliori impianti a CO2 permettono di rifornire un gran numero di pazienti con piccole quantità di estratti ad alta concentrazione, dotati di profili terpenici e cannabinoidi diversificati e di altissima qualità. Addio narcotraffico e Big Pharma. Prodotti maneggiabili poi con sistemi Franwell, già attiva in trasporto e logistica degli alimentari, ma ora lanciata con disinvoltura nella cannabis con targhette RFID per il tracciamento radio della preziosa merce.

INFORMATICA CANNABICA. Sono già da tempo disponibili i sistemi per la gestione automatizzata della coltivazione ma oggi la sfida sta nella raccolta e nell’analisi di grandi quantità di dati. La lettura dei Big Data provenienti dalle serre e dalle scelte dei consumatori permette di stabilire tecniche più efficienti, sviluppare varietà nuove, ridurre i costi, migliorare i prodotti. Quantum 9 è uno dei nuovi produttori di software per la cannabis con 13 diverse applicazioni per la gestione informatica dell’intero processo, dal seme al paziente e integrato con il sistema sanitario nazionale. In USA ci sono già oltre 100 aziende specializzate in hardware e software per la cannabis e 30 grandi laboratori di analisi certificati.

MARKETING, SNOOP DOGG E I CONSUMATORI DI TECNOCANNABIS. Per informare consumatori, pazienti, medici e rivenditori ci sono nuove forme di pubblicità, discrete e mirate su gusti e necessità personali. Queste si appoggiano a piattaforme digitali di contenuti e commercio elettronico dove la domanda viene creata ad arte. Il rapper Snoop Dogg possiede un fondo d’investimenti, Casa Verde Capital, col quale ha comprato prima Merry Jane, piattaforma social-informativa sul mondo cannabico e poi Eaze, il sistema di acquisto cannabis online con un medico disponibile e specializzato che effettua la prescrizione al volo. C’è anche Leafly, Greenrush, Weedmaps, Potbot e mille altre piattaforme di connessione fra produttori e consumatori. Queste Facebook della cannabis attireranno milioni di nuovi pazienti, cavie volontarie per i Big Data, verso inserzionisti di informazioni e prodotti. Ecco perché Snoop, Founders Fund e tutti quanti adorano la tecnocannabis. L’estrema commercializzazione e il suo supporto tecnologico contribuiscono alla ripresa economica americana ma i riflessi del suo marketing negli occhi ignoranti e collusi dei politici europei potrebbero ostacolare la nostra legalizzazione.





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