La cannabis resta la sostanza stupefacente più diffusa al mondo senza aver mai causato un solo decesso nella storia. Lo certificano nuovamente le Nazioni Unite con il nuovo rapporto sulle droghe pubblicato da poco, che fa riferimento ai dati del 2015.

Secondo il World Drug Report pubblicato nei giorni scorsi dall’Ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine (Unodc) sono almeno 183 milioni gli adulti che nel mondo hanno fumato cannabis nel 2015, pari al 3,8% della popolazione, ma si tratta di una stima: il numero esatto potrebbe variare dai 128 ai 238milioni di consumatori. Secondo il report la cannabis resta la sostanza stupefacente più utilizzata al mondo, oltre che quella più coltivata e sequestrata. Dal 2012 al 2015 le Nazioni unite hanno tenuto traccia di coltivazioni di cannabis avvenute in 135 Paesi del mondo rispetto ai 49 in cui sono state trovate coltivazioni di oppio e solo 8 in cui sono state sequestrate piantagioni di cocaina.

In Europa circa il 6,6% delle persone tra i 15 ed i 64 anni ha utilizzato cannabis nel 2015. Gli europei che fanno uso quotidiano di cannabis sono stati stimati essere circa 3 milioni, pari all’1% della popolazione. Inoltre, così come era accaduto nel report precedente, anche quest’anno l’Unodc riporta che non c’è stato un solo morto per overdose da cannabis.

Sequestro di cannabis in Albania

Numeri che cambiano drasticamente quando si passa a parlare di altre sostanze. I morti a causa dell’uso di sostanze stupefacenti nel 2015 sarebbero stati 190.900 dei quali il 25% negli Stati Uniti. “L’abuso di farmaci oppioidi, accoppiato ad un aumento dell’uso di eroina e di fentanil, ha determinato un’epidemia negli Stati uniti – spiega il report -, nonché un aumento della mortalità legata agli oppiacei ed i decessi per overdose continuano ad aumentare”. Le morti di overdose negli Stati Uniti infatti “sono più che triplicate nel periodo 1999-2015, passando da 16.849 a 52.404 annui e aumentate dell’11,4% solo nell’ultimo anno fino a raggiungere il livello più alto mai registrato”.

Per fortuna è una tendenza che negli Stati in cui è stata legalizzata la cannabis terapeutica sta calando, visto che secondo uno studio scientifico nei Paesi USA in cui è stata legalizzata la cannabis terapeutica, le morti per overdose da oppiacei sono diminuite del 25%.

Altro tasto dolente è l’espansione del mercato mondiale della cocaina: “La coltivazione delle foglie di coca è aumentata del 30% nel periodo 2013-2015, principalmente a causa della crescente coltivazione in Colombia. La produzione di cloruro di cocaina puro ha raggiunto 1.125 tonnellate nel 2015, con un aumento complessivo del 25% rispetto al 2013”. Secondo il rapporto “i casi di overdose da cocaina sono aumentati notevolmente negli Stati uniti tra il 2012 e il 2015. Gran parte di tale aumento è tuttavia legato all’uso di cocaina in combinazione con gli oppiacei”. Poi in Europa, dove “sono stati registrati primi segnali di incremento del consumo di cocaina – spiega il rapporto – secondo le analisi delle acque reflue, con un incremento del 30% o più nel periodo 2011-2016”. Complessivamente, secondo il report, sono circa 17,1 milioni gli utilizzatori globali di cocaina.





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