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Le speranze per ricostruire il Nepal dopo il terribile terremoto del 2015 sono riposte nella pianta di canapa. La sfida lanciata dall’azienda indiana Shah Hemp Inno-ventures (SHIV) è quella di ricostruire con la canapa le 600mila strutture, tra edifici abitazioni, che sono state distrutte dal terremoto che ha colpito il Nepal nell’aprile del 2015.

Con alle spalle oltre dieci anni di ricerca nel settore della canapa, l’azienda vuole «promuovere pratiche di costruzione ecologiche, sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico; gestire la catena locale di approvvigionamento dei materiali da costruzione e sostenere e migliorare la qualità della vita delle persone che ne hanno bisogno».
Il progetto è stato lanciato ad inizio 2016 a Kathmandu e la strategia è quella di utilizzare le paglie della canapa che cresce abbondante ed in modo naturale in tutto il Nepal come materia prima per un’iniziativa ricostruzione su larga scala. Steve Allin, direttore dell’International Hemp Building Association, è a capo del progetto.

Per iniziare si è partiti dalla ricostruzione di una parte dell’ospedale della capitale e gli steli di canapa sono stati decorticati a mano, ha spiegato Dhiraj Shah, fondatore e Ceo di SHIV. «Abbiamo utilizzato la calce locale che qui viene prodotta mescolandola con polvere di mattone, quindi è stata una combinazione di materiali di qualità alta e bassa. Abbiamo anche utilizzato un legante in calce proveniente al 95% dall’India», ha sottolineato Shah a HempToday.
Il progetto iniziale comprende una sala d’attesa e quattro stanze per lo staff ospedaliero al quale stanno lavorando operai locali che stanno imparando la tecnologia e le tecniche costruttive: in futuro faranno parte del team che completerà l’intero complesso ospedaliero.





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