12239335_994383223917992_6933672432363417531_oLa Camera ha appena approvato la nuova legge sulla coltivazione di canapa industriale. Due le novità sostanziali introdotte: l’aumento delle percentuali di Thc permesse (da 0,2 a 0,6%) e lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per rilanciarne la filiera attraverso nuovi impianti di trasformazione. La legge, proposta dal M5S, prima firmataria la parlamentare Loredana Lupo, passa ora al Senato.

“Con l’approvazione della nostra proposta di legge per la coltivazione della canapa industriale, oggi portiamo a casa una nuova vittoria al servizio dell’agricoltura e di una delle filiere produttive strategiche per lo sviluppo di numerose aree del nostro Paese. Il via libera è stato votato alla Camera in Commissione Agricoltura riunita in sede legislativa. È questo il passaggio decisivo per restituire all’Italia, dopo 60 anni, un settore economico radicato nella nostra identità storica”. Questo il comunicato dei deputati del M5S della Commissione Agricoltura, raccolto dall’agenzia di stampa Agenparl, che commenta l’approvazione delle legge per la coltivazione canapa industriale.

“Sono due gli elementi fondamentali di questa legge: l’aumento del principio attivo Thc, dallo 0,2% allo 0,6%, sostanza incriminata che rende psicotropa la pianta, ma che in natura serve a renderla più resistente agli attacchi di insetti e microrganismi” spiega Loredana Lupo. “Un’oscillazione minima come questa garantirà agli agricoltori di non veder sequestrato il raccolto solo perché le loro coltivazioni hanno un’esposizione più assolata”. “L’altro elemento importante che viene introdotto è lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per gli impianti di trasformazione. Attualmente infatti ce ne sono solo due in tutta Italia, uno a Torino e l’altro a Taranto. Dando questo strumento agli agricoltori, si dà loro la possibilità di avviare autonomamente una vera e propria filiera produttiva, dalla coltivazione alla raccolta fino alla trasformazione”.

Non solo, secondo la parlamentare dei cinque stelle “si pongono le basi in Italia per creare una realtà produttiva che conta molteplici settori, come il tessile, l’agroalimentare e l’edilizia sostenibile. Ci basta ricordare questo dato: in Italia negli anni ’40, con 90mila ettari coltivati sul territorio nazionale, eravamo i secondi al mondo nel settore e producevamo più canapa di quanto se ne produce oggi in tutto il mondo, con 85mila ettari al 2011 a livello globale. Con questa norma il nostro paese può tornare all’avanguardia in un settore strategico”.

La proposta di legge ora passa direttamente al Senato, senza ulteriori voti alla Camera. Infatti la Commissione Agricoltura è riuscita ad approvare la proposta in “sede legislativa”, cioè con la maggioranza qualificata di 4/5 dei suoi membri e senza opposizione da parte del governo. Quando questo accade il voto della Commissione acquista carattere deliberante senza necessitare di ulteriori passaggi parlamentari.





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