A tre anni dall’avvio della legalizzazione ricreativa la California fa i conti con il mercato nero della cannabis. Il governo ha chiesto la possibilità di istituire un nuovo corpo di polizia, costituito da 87 membri, che verrebbe istituito proprio per questo scopo.

Nonostante nel 2019 siano state sequestrate 24 tonnellate di cannabis illegale, secondo le proiezioni di BDS Analytics e Arcview Market Research gli operatori del mercato nero hanno realizzato un fatturato stimato in 8,3 miliardi di dollari nel 2019, rispetto ai 3,1 miliardi di dollari del mercato legale.

“Gli investigatori hanno sequestrato milioni di prodotti non testati, tra cui fiori di cannabis, prodotti commestibili, tinture, concentrati – il tutto aggirando i requisiti di test ed etichettatura dello stato”, ha detto George Tiongson, presidente della California Association of Criminal Investigators, che rappresenta i dipendenti del bureau.

“Questo non solo mette in pericolo il pubblico, ma aggira i controlli stabiliti dai regolamenti per garantire che un prodotto sicuro sia disponibile al pubblico, il tutto impedendo l’accesso ai giovani sotto i 18 anni”, ha detto.

La cannabis in California è completamente legale dal primo gennaio 2018, ma era il lontano 1996 quando divenne il primo paese a legalizzare l’uso medico e la situazione che si è protratta per 22 anni ha bisogno di assestarsi del tutto, tra licenze, nuovi regolamenti e nuove attività, per poter esprimere il suo potenziale. E in questi anni di transizione l’alta regolamentazione del settore, dopo un ventennio in cui la supervisione normativa era quasi nulla, sta creando diversi problemi.

Se all’indomani della legalizzazione gli analisti prevedevano un mercato che a regime avrebbe portato un fatturato di 5 o 6 miliardi di dollari, le vendite nel 2019, secondo i dati pubblicati da Leafly, si sono attestate a 2,03 miliardi, con una diminuzione del 18% rispetto all’anno precedente. Diversi analisti puntavano sul 2020 come l’anno dell’esplosione della cannabis Californiana anche se i dati, non sembrano confermare il trend.

Il totale delle entrate fiscali derivanti dalla cannabis in California ha raggiunto i 134,9 milioni di dollari nel primo trimestre dell’anno, inclusi 68,3 milioni di dollari di accise, 50,2 milioni di dollari di tasse sulle vendite e 16,4 milioni di dollari di tasse sulla coltivazione, come annunciato dal Dipartimento di Stato per le tasse e l’amministrazione. Le entrate del primo trimestre 2020 sono inferiori di 42,4 milioni di dollari rispetto al quarto trimestre del 2019, quando lo stato ha riportato 177,3 milioni di dollari di entrate fiscali derivanti dalla cannabis – 85,9 milioni di dollari di accise, 67,3 milioni di dollari di tasse sulle vendite e 24,1 milioni di dollari di tasse sulla coltivazione.

Ma i dati avranno bisogno di essere aggiustati: l’agenzia nota che il periodo di riferimento è “unico” a causa della risposta dello stato alla pandemia per il Coronavirus: le dichiarazioni dei contribuenti che sono arrivate, sono solo la metà di quelle previste.

 





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