bambina epilettica messico cannabis terepeutica La bambina che vedete nella fotografia è Grazia Elizalde, ha otto anni e vive a Monterrey, nel Messico nord-orientale. Grazia dalla nascita convive con l’epilessia, fino a 400 attacchi al giorno le rendono del tutto impossibile una vita anche solo vagamente normale, costringendo i suoi genitori a tenerla sott’occhio 24 ore al giorno. Grazia, probabilmente a sua insaputa, sta raggiungendo un risultato che si credeva impossibile: rompere il muro di gomma di uno degli stati più proibizionisti del mondo, il Messico.

LA PRIMA CONSUMATRICE DI CANNABIS LEGALE. I genitori di Grazia, dopo anni in cui hanno tentato ogni strada della medicina convenzionale – incluso un delicato intervento chirurgico al cervello – senza ottenere alcun beneficio sulla bambina, si sono imbattuti in alcune ricerche che parlavano dei promettenti risultati dei trattamenti a base di cannabinoidi contro l’epilessia. Da qui ha avuto inizio la loro lunga battaglia per permettere a Grazia di tentare queste cure. Il mese scorso la svolta: un giudice ha accolto le richieste della famiglia, autorizzandola a fare di Grazia la prima consumatrice di cannabis legale in tutto il Messico. Il giudice ha dato mandato ad un medico di effettuare la prescrizione che possa permettere alla famiglia di attivare le procedure di importazione del farmaco Epidolex (prodotto dalla GW Pharmaceuticals), un composto a base di CBD e completamente privo del principio psicoattivo (THC), che si sta dimostrando particolarmente efficace nel trattamento dell’epilessia nei bambini.

MA IL MESSICO CONTINUA LA GUERRA ALLA LEGALIZZAZIONE. Si tratta ovviamente di una sentenza storica, tanto più perché proveniente dallo stato che è il simbolo stesso di decenni di “guerra alla droga”, trasformato dal proibizionismo e dall’eterna guerra tra i cartelli criminali in uno degli stati con il più alto tasso di omicidi al mondo. Tuttavia il governo messicano si è affrettato a mettere le mani avanti, specificando che nulla cambierà a livello politico, e che non è in arrivo nessuna legalizzazione della cannabis: neanche a scopo terapeutico. Il ministero della Salute si è affrettato a dichiarare che quella di Grazia Elizalde è una vicenda eccezionale, visto che si è dimostrata resistente ad ogni altro tipo di cura. La strada che separa il Messico da altri stati latino-americani che stanno tentando una via diversa e più razionale nelle politiche sulle droghe (come Uruguay e Cile) è ancora lunga, ma oggi Grazia ne ha percorso il primo pezzetto.





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