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Identikit
Nome e cognome: Keith Moon
Nazionalità: Inglese
Gruppi: The Who
Singolo di maggior successo: Won’t Get Fooled Again

Keith John Moon nasce il 23 agosto 1946 a Londra, è stato batterista del gruppo rock degli Who. Cresce nei sobborghi di Wembley insieme al padre Alfred e alla mamma Kathleen, a loro si unirà la sorella Linda, qualche anno più tardi. Sin da piccolo coltiva la passione per la musica prendendo lezioni private. All’età di 12 anni si unisce al Cadet Corps, una scuola militare da poco aperta a tutte le classi sociali, dove impara a suonare la tromba.

Durante l’adolescenza il suo carattere risulta irrequieto e spavaldo e all’età di 15 anni lascia la scuola per unirsi alla sua prima band i The Beachcombers. Spinto dall’idea di creare un proprio stile musicale unico e irripetibile, rifiuta la stragrande maggioranza delle serate dal vivo che gli vengono proposte in giro per Londra.

Nel 1963 tiene un provino per un gruppo sconosciuto al quale serve un batterista, si presenta ubriaco e con i capelli rossi, salito sul palco comincia a suonare con foga rompendo il pedale della grancassa e un paio di bacchette ma alla fine viene preso, all’età di 17 anni fa parte degli Who insieme a Roger Daltrey, John Entwistle e Pete Townshend.

Nel 1964 va forte a Londra lo stile mod, persone che amano i vestiti eleganti, il taglio dei capelli alla francese, girano in vespa e amano l’anfetamina. I produttori musicali sono alla ricerca di un gruppo icona del “mod style”, così Pete Meaden incontra i The Who. La band viene convinta a cambiare nome in The High Numbers, in poco tempo diventano la più popolare mod band del momento. Tuttavia non si sentono affatto parte di quel mondo e Townshend sprona gli altri componenti ad una scelta radicale, cioè creare musica propria. Nel 1965 viene firmato il primo contratto degli Who per la casa discografica Decca.

Nel 1965 esce l’album d’esordio, My Generation, successivamente disconosciuto dalla band perché ritenuto un lavoro frettoloso, esso viene valutato ancora oggi come una delle più significative produzioni rock della storia, con all’interno il celeberrimo singolo My Generation, lo psichedelico The Good’s Gone e ancora Out In The Street che inizia con una schitarrata di flamenco. Un album che fonde le sonorità di ogni componente del gruppo, nasce lo stile degli Who. Keith caratterizza in maniera straordinaria la musica della band, tecnicamente non straordinario ma sublime nella creatività, uno dei primi batteristi rock ad introdurre l’uso della doppia cassa, viene ricordato anche per l’invidiabile presenza scenica.

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La sua vita estremamente tormentata dal punto di vista caratteriale subisce un duro colpo nel 1970, quando per sfuggire ad un’aggressione dopo un battibecco in un pub investe uccidendolo, Neil Boland suo autista e amico. Da qui una serie di eccessi con alcool e droghe lo porta alla deriva psicologica e ad una depressione sempre più accentuata. I suoi comportamenti balordi spinsero sempre più hotel a negargli il soggiorno, come il famoso Holiday Inns Hotel dove trovarono la sua stanza devastata, il water distrutto, gli estintori svuotati e i pasti distribuiti sulle pareti, per un danno complessivo di 24 mila dollari, pari a circa 132 mila dollari odierni. In un’occasione mentre era in limousine in direzione dell’aeroporto, Moon convinse il conducente a riportarlo in hotel, affermando: «Mi sono dimenticato una cosa. Dobbiamo tornare indietro!». Tornò nella sua stanza, prese il televisore, e lo gettò fuori dalla finestra. Moon quindi ripartì verso l’aeroporto, dicendo: «Quasi me ne dimenticavo»; spesso anche le compagnie aeree presentavano lamentele per i suoi comportamenti.

Le sue qualità distruttive non si fermavano dunque ai soli strumenti sul palco, ma cercavano di distruggere anche la sua vita privata. Il culmine lo raggiunge dopo una lite con la compagna Kim, puntandole la pistola contro: la donna terrorizzata lo lasciò solo, portando via con sé loro figlia. Durante l’inattività degli Who tra il ‘75 e il ‘78 aumenta ulteriormente i dosaggi di alcool e droghe, invecchiando e ingrassando vistosamente.

Nella notte del 7 settembre del 1978 Keith Moon lascia un party organizzato da Paul McCartney. Dopo essersi messo a letto con la sua compagna Annette, si risveglia affamato, va in cucina e prepara una bistecca mangiandola insieme a 32 pasticche, rinverdito torna a letto. Non si sveglierà mai più. Istrionico animale da palcoscenico, sempre pronto al travestimento più spiazzante, fa della batteria uno strumento nuovo evolvendolo al massimo delle prestazioni, diventando pioniere e punto di riferimento per Neil Peart, John Bonham, Jeff Porcaro, Simon Phillips, Randy Castillo e Phil Collins. Da ascoltare assolutamente le interpretazioni di pezzi come Bell Boy, Won’t Get Fooled Again, Bargain e So Sad About Us. Nel 2011 la rivista Rolling Stones lo ha incoronato miglior batterista di sempre ed è ora ufficialmente ricordato a Londra da una targa apposta a cura dell’Heritage Foundation, nel quartiere di Soho dove sorgeva il celeberrimo Marquee. Durante la sua breve carriera (1964-1978) sforna album come My Generation, Who Are You, Quadrophenia, lo spettacolare Tommy e Who’s Next, quest’ultimo al 25esimo posto nella lista dei migliori 500 album secondo Rolling Stones. È stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame come membro degli Who.

 





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