A fine settembre si è spento Joseph “JoJo” Hoo Kim, figura chiave del Reggae negli anni ’70. JoJo, di origine cinese, insieme ai suoi tre fratelli decise di investire parte dei risparmi di famiglia in un nuovo business. Nacque così, dapprima, Channel One Studios che poi si evolverà anche in etichetta e sound system. JoJo per far conoscere i suoi studi di registrazione, in un primo momento, li offrì gratuitamente ai produttori che volevano utilizzarli ma nonostante questo escamotage la partenza non fu delle migliori. Come ricorda Bunny Lee (produttore), per quanto le attrezzature dello studio fossero all’avanguardia il suono non era dei migliori, infatti un intero LP registrato con Alton Ellis rimase inedito in quanto inutilizzabile. Dopo aver posto rimedio a questo genere di problemi, i fratelli Hoo-Kim riuscirono a lanciare lo studio a pieno ritmo nel 1973; la consolle da 16 canali era una delle migliori in circolazione e JoJo iniziò a crescere nel ruolo di produttore entrando seriamente in competizione con Studio One e gli altri professionisti dell’epoca.

Sempre nel 1973 prese vita la studio band The Revolutionaries che diede lo sprint giusto agli studios, suonando i ritmi per numerose hit. La band formata da musicisti del calibro di Sly Dunbar alla batteria, Bertram “Ranchie” McLean al basso, seguito poi da Robbie Shakespeare, Ossie Hibbert alle tastiere, Tommy McCook al sassofono, Bobby Ellis alla tromba e Vin Gordon al trombone, sotto la guida di Joseph JoJo diede vita al Rockers style che cambiò radicalmente il corso della musica giamaicana. Nacquero in quello studio pezzi leggendari come: “It’s a Shame” di Delroy Wilson, prima hit assoluta dell’etichetta, “Woman Is Like A Shadow” dei The Meditations, “I Need A Roof” e “Africa and Right Time” dei The Mighty Diamonds e “Ballistic Affair” di Leroy Smart, giusto per citarne qualcuna. In quegli anni Maxfield Avenue, grazie a Channel One, diventò una delle strade più vive di Kingston e fu così per tutto il decennio finché negli anni ’80 l’attività musicale degli studi rallentò fino a cessare nei ’90. In seguito Joseph “JoJo” Hoo Kim tenne viva la sua musica fino alla fine dei suoi giorni gestendone il vasto catalogo, più volte ristampato da altre etichette come VP Records o Heartbeat Records.

a cura di Leonardo Pascale

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