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La lucertola, il poeta, il frontman, l’alcolizzato, il tossico e anche il clown come soleva definirsi James Douglas Morrison, prima vera rock star del secolo scorso. Nasce a Melbourne, in Florida, da madre casalinga e padre ammiraglio della marina americana. Durante l’adolescenza è addirittura il figlio devoto di un padre severo che tuttavia amava suonare il pianoforte per gli amici, James così impara ad ascoltare la musica e comincia ad appassionarsi alla letteratura.

A cinque anni vive l’esperienza che segna la sua personalità per sempre, attraversando il deserto del New Mexico la macchina del padre si ritrova davanti un autobus capovolto pieno di corpi straziati, erano i corpi di lavoratori indiani, Jim racconta: “Tutto quello che ho visto è stato vernice rossa e la gente in giro, ma ho capito che qualcosa stava accadendo, perché ho potuto scavare le vibrazioni della gente intorno a me; quella fu la prima volta che ho assaggiato la paura… penso davvero che in quel momento l’anima di uno di quegli indiani, o forse gli spiriti di molti di loro stessero correndo in giro come impazziti e siano balzati nella mia testa e io ero come una spugna pronta ad assorbirli.”.

Da ragazzo cambia spesso residenza causa degli impegni del padre, sviluppa una precoce passione per l’alcool e le ragazze e un forte senso di ribellione verso la società puritana americana; resta tuttavia un vorace lettore e fissato diarista è proprio sui diari che da adolescente scrive le sue prime poesie. Dopo il diploma James torna in Florida per iscriversi alla Florida State University di Tallahassee, ma nel 1964 decide di trasferirsi a Los Angeles alla UCLA per studiare cinema.

Durante questo periodo divora poesia romantica di William Blake e quella beat dei contemporanei Allen Ginsberg e Jack Kerouac, perdendo presto la passione per il cinema e sostenendo di essersi iscritto all’università solo per evitare la carriera militare che voleva imporgli il padre. Nel campus universitario comincia a vivere da bohémien e nel 1965 conosce Ray Manzarek, ed è proprio lui che dopo averlo sentito cantare alcune sue liriche gli propose sulla spiaggia di Venice Beach la formazione di un gruppo musicale, un progetto basato sui testi dei diari scritti da Jim. Ai due si uniscono Robby Krieger, come chitarrista, e Jhon Densmore, alla batteria, il nome del gruppo è scelto da Morrison, The Doors, ovvero le porte, quelle della percezione di William Blake: “Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe agli uomini come realmente è: infinita.”.

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Nel 1966 cominciano a suonare nei più importanti locali di Los Angeles al Sunset strip, questo è anche il periodo in cui conosce Pamela Courson che diventa la sua compagna. La band viene assunta dal prestigioso Whisky a Go Go e il loro stile prende forma, cominciano a sentirsi i veri Doors e cominciano ad aprire i concerti di importanti gruppi dell’epoca. Dopo poco vengono licenziati dal locale, il proprietario rimase scandalizzato dall’esecuzione del brano “The And”, arriva però il primo contratto con una casa discografica, la Elektra Records.

Il 4 maggio 1967 esce il primo albumThe Doors” successo dell’anno insieme a “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles. “Light My Fire” rimane in testa alle classifiche americane per tre settimane vendendo un milione di copie. Mentre in America è la stagione d’oro del sound di San Francisco all’insegna di “Pace & Amore” e degli hippy, i Doors si impongono con Morrison che quasi aggredisce il suo pubblico scrivendo canzoni che parlano di sesso, droga, rivoluzione e morte. Il 17 settembre 1967 i Doors si presentano al famigerato Ed Sullivan per eseguire il brano del momento “Light My Fire”, il produttore si presenta nel camerino della band con la richiesta di modificare un verso della canzone (“ragazza, non potremmo essere più fatti”) che potrebbe incitare all’uso di droghe.

I Doors acconsentono durante le prove, ma in diretta il verso viene cantato da Morrison così come lui l’ha scritta accentuando la parola “higher”, non metteranno più piede in quella trasmissione; gruppi come i Rolling Stones accettarono la censura, i Doors non potevano, Jim Morrison non poteva. Nel 1967 esce il secondo albumStrange Days”, dal vivo i Doors fanno il tutto esaurito, “Waiting For The Sun” riscuote grande successo e cominciano i primi scontri con le autorità per i comportamenti esasperati di Jim, sia a New York che a Cleveland Morrison aizza la folla provocando disordini e danni alle strutture, l’alcool e le droghe assunte da Jim cominciano a pesare sugli equilibri della band. Più cresce il successo più Morrison cade nella trappola dell’ozio, delle droghe e soprattutto dell’alcool, di fatti più che tossico Jim era alcolizzato, la sua vera droga era il Whisky.

Si arrivò all’epilogo con il concerto di Miami nel 1969 in cui successe di tutto! Il cantante non fu arrestato sul posto per timore che potesse scoppiare una rivolta ma si arrivò ad una condanna di otto mesi e ad una multa di 500 dollari per… oscenità, comportamento lascivo e per aver mostrato parti intime del corpo simulando altresì la masturbazione manuale e orale, la cauzione costa a Jim 50.000 dollari. Cercando di mettere ordine nella sua vita si trasferisce a Parigi nel 1971 continuando però a soffrire di depressione e a fare uso di acidi e alcool, il 3 luglio dello stesso anno Pamela lo trova nella vasca da bagno inerme, il referto senza autopsia parla di insufficienza cardiaca.

Nel 2007, il proprietario di un club di Parigi, Sam Bernett ha pubblicato un libro sostenendo che Morrison morì di overdose di eroina nel suo night club, ed è stato successivamente portato nel suo appartamento e messo nella vasca da bagno per coprire la vera ragione della sua morte. Jim Morrison è stato sepolto all’età di 27 anni nel famoso cimitero di Père Lachaise a Parigi, e la sua tomba è meta di pellegrinaggio per migliaia di fan. Rimane una figura leggendaria del rock, capace di scrivere brani come “Break On Through”, “Light My Fire”, “The End”, “L.A.Woman”, “When The Music’s Over”, “People Are Strange”; nonché paroliere di talento e sognatore che diceva: “Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra.





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