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Artista, musicista e autore napoletano dopo oltre 10 anni nella scena reggae italiana debutta con il suo primo album “Fearless”. Un lavoro solare e intenso, musicalmente accurato, che non può far altro che mettere di buon umore!

E da tanti anni che sei presente nel panorama reggae italiano, cosa ti ha spinto a fare quest’album proprio adesso e non prima?
Si, da oltre dieci anni, la volontà di fare un album era maturata da tempo purtroppo le vicissitudini della vita non sempre coincidono con i propri sogni. Ho dovuto attendere che tutto s’incastrasse. Tanto che ho già iniziato a lavorare al secondo album, dove sono previsti una serie di featuring con artisti nazionali ed internazionali e spero di continuare a collaborare con Reggae Revolution nel prossimo progetto che sarà realizzato tra Italia, Giamaica ed Etiopia.

Prodotto da Reggae Revolution e Rastasnob… come è nata l’idea di questa collaborazione?
Reggae Revolution è una realtà che da sempre supporta e promuove la mia musica attraverso il portale online ma anche attraverso il suo Conscious Sound, con cui abbiamo solcato i palchi più importanti. Siamo legati, oltre che da un grande stima professionale, da una forte amicizia. Anche con Rastasnob c’e’ un rapporto che dura da molto tempo, entrambe sono realtà presenti e attivissime sulla scena nazionale. Il mio disco, inaspettatamente, ha creato una speciale alchimia così sono diventati i miei produttori e non posso che ringraziarli.

Sentendo il tuo album non si può far altro che riconoscere il tuo lavoro come conscious, con una forte attenzione spirituale e sociale. Con questo lavoro vuoi diffondere il messaggio della reggae music di speranza, uguaglianza e pace?
Si, sento di definirmi un artista strictly conscious. I contenuti sono importanti e nel reggae è fondamentale il messaggio di Rastafari oltre a quello sociale. Quando ho iniziato a cantare in Patois ed in Inglese, circa 6/7 anni fa, mi furono mosse alcune critiche. La lingua lasciava stranite le orecchie italiche, abituate al reggae nostrano ma era solo questione di tempo. Oggi in molti scrivono in “giamaicano” le proprie lyrics e provengono da tutte le nazioni del mondo.

Gli 11 brani di Fearless sono tutti in giamaicano tranne uno in Italiano, “Ci Offendono”, perché questa scelta? E’ dovuta ad un motivo in particolare?
La canzone in napoletano ho deciso di inserirla perché rappresenta la mia lingua madre e mi aiuta ancora di più a ricordare le mie radici. Mi piacerebbe metterne una in tutti i dischi… Jah know. Inoltre credo sia molto rappresentativa del momento politico che stiamo attraversando. Il nostro belpaese, come dice il testo del brano “Inna Jamaica comm a Napoli… i politici fann’o destin’ell’uommen”. E’ un brano più attuale che mai in cui in molti s’identificano per la situazione scandalosa in cui viviamo.

Acirne

 





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