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Generalmente non mi piace il mese di febbraio per tre motivi: il freddo, San Valentino, e Sanremo, un festival che più che alle canzoni pensa al gossip. Quest’anno devo aggiungere un quarto motivo: le elezioni. Inutile provare ad evitare di esserne influenzato: ovunque, persino nella sala d’attesa del medico, si sente parlare di loro. Gli Eletti. E delle loro false campagne elettorali.

Premetto che io non sono né di destra né di sinistra, per me sono finiti i tempi dei partiti, per me ogni politico può governare se lo fa rispettando il paese e i valori che lo fondano e si prodiga affinché tutto funzioni per il meglio e i diritti di tutti siano rispettati allo stesso modo. Non sono comunista, non sono fascista o socialista. Voglio il meglio per il mio paese. Quando penso al disinteresse, penso ai contenuti delle agende politiche dei candidati: quante tasse far pagare, a chi farle pagare, come rilanciare il mercato del lavoro e l’occupazione giovanile e in generale come sostenere le piccole e medie imprese, linfa vitale dell’Italia. Questi sono i temi caldi, ai quali si possono aggiungere altri legati all’educazione, alla riforma della giustizia, alla questione immigrati, etc… Ecco le loro agende politiche non mi convincono.

Ho paura che chiunque vincerà, combinerà solo disastri per ottenere il placet temporaneo del pubblico votante e far vedere che quello che ha fatto il precedente premier abbia solo devastato il Paese. E la stessa pellicola di un film visto e rivisto da decenni oramai. Sento gente dire che ai seggi non andrà e leggo stime di affluenza alle urne del 40%. E allora non posso fare a meno di chiedermi: dov’è la democrazia? Ad ogni elezione aumenta il numero degli astenuti. E la distanza tra i cittadini e la politica aumenta a dismisura.

Se andiamo a ricercare le cause di questo disinteresse di sicuro ne ritroviamo molteplici. Senza dubbio negli ultimi anni stiamo assistendo ad una televisione fatta di bella vita, basti pensare a trasmissioni e talent show quali “Il Grande fratello”, “Uomini e donne”, la quale nasconde i problemi del paese, come il precariato, la malasanità, l’istruzione carente, dissimulando, invece, l’Italia come un Paese in cui c’è divertimento, risate e nessun problema. Un’altra causa sicuramente sta nelle figure che frequentano il Parlamento: sono anni ormai che siedono sulle poltrone sempre le stesse persone. E sono anni che sentiamo offrire promesse che poi non vengono mantenute.

Forse sarebbe giunto il momento per i politici di ascoltare il popolo, e non viceversa. Le motivazioni che stanno alla base dell’astensionismo sono, dunque, anche ragioni morali per cui si parla di apatia, di sfiducia o di protesta, pensando che il proprio voto non contribuisca a un reale cambiamento. Anche motivi di salute possono spiegare il non voto, questo è in aumento soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione. Ci sono poi motivi legati all’età, all’istruzione, all’area geografia. Quello che è certo è che in una campagna elettorale sempre più deludente, l’appartenenza entra in forte crisi, raramente i cittadini trovano un rappresentante che sappia rispondere alle proprie domande e ai propri bisogni e, di conseguenza, il più delle volte non riescono a riporre fiducia in nessun candidato.

La politica è ormai vista come un mondo distaccato dove regna la corruzione, l’interesse personale, la convinzione che ognuno si preoccupi solo del bene proprio senza badare a quello altrui. L’incremento dell’astensionismo nasconde un profondo malessere che si traduce non solo in una grave sfiducia verso il sistema politico ma soprattutto verso i principi della democrazia. E allora non posso non ripensare ad alcuni versi di Erodoto, scritti nel mio vecchio libro di greco, in cui vengono messe a confronto tre forme di governo: democrazia, oligarchia e monarchia. E rispetto alla democrazia, mi viene in mente questa considerazione: «Tra i malvagi non nascono inimicizie, ma amicizie solide: infatti coloro che recano danno alla cosa pubblica agiscono insieme di nascosto». Penso che, purtroppo, descriva fin troppo bene il sistema Italia di oggi. E a noi, poveri cittadini, non ci resta che scegliere.

Silvia Crema





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