Nuovi dati mostrano che il mercato della cannabis medica in Italia, nonostante le interruzioni legate al COVID,  ha continuato a crescere nel 2020.

Secondo l’ultimo report di Prohibition Partners sul mercato italiano, le vendite sono aumentate fino ad un incremento del 30%.  L’Italia è il secondo mercato di questo tipo in Europa, tuttavia, l’accessibilità dei pazienti rimane un problema importante.

La maggior parte della crescita nel 2020 è stata agevolata dai grossisti di farmacie private che importano cannabis medica prodotta da Bedrocan nei Paesi Bassi. I commerci all’ingrosso privati ​​hanno rappresentato il 59% delle vendite di cannabis medica durante l’anno, con il 21% proveniente dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare e il 19% dalle farmacie ospedaliere. La cannabis importato dalle farmacie ospedaliere è diminuito del 15% nel corso dell’anno, probabilmente poiché più pazienti sono stati trattati al di fuori degli ospedali a causa del COVID-19.

Cifre importanti, che mostrano come l’Italia rimanga il secondo mercato più grande in Europa, utilizzando 1,2 tonnellate di cannabis medica per servire quelli che probabilmente supereranno i 20mila pazienti nel paese. Dato molto più basso rispetto alla Germania, dove si stima che a oltre 120mila pazienti attivi sia stata somministrata cannabis medica, ma notevolmente di più rispetto ai Paesi Bassi, dove risultavano “solo” 9mila pazienti attivi nel 2020.

Le regioni d’Italia continuano ad avere una certa autonomia sulla regolamentazione della cannabis medica, contribuendo così a uno squilibrio nella distribuzione in tutto il paese. Le regioni a nord-ovest del paese sono quelle dove viene dispensata la maggior parte delle prescrizioni, con Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lombardia che presentano tutte un numero elevato di pazienti.

I problemi di approvvigionamento persistono, durante il 2020 e fino al 2021, ci sono stati diversi problemi relativi all’accessibilità alla cannabis medica, secondo quanto riferito da Monitorcannabis, ad ora 17 delle 20 regioni del paese stanno sperimentando una carenza di cannabis causate dalle attuali restrizioni alla produzione e all’importazione, poiché solo lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare è autorizzato a produrre cannabis medica sfusa nel paese, e i venditori privati ​​possono importare solo da Bedrocan nei Paesi Bassi.

Anche nelle strutture sanitarie la distribuzione è limitata, le farmacie in grado di produrre cannabis terapeutica sono meno di 600 a fronte dei 20mila pazienti.





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