cocaina colombiaUna grave sottostima della quantità di cocaina in circolazione, tanto più grave perché in realtà il fenomeno è in espansione in tutta Europa e nel mondo. E’ questo il senso dell’intervento che Sandro Donati, il ricercatore conosciuto anche per la sua lotta contro il doping nel mondo dello sport, ha tenuto al seminario ‘100 anni di controlli internazionali sulle droghe’ che è in corso a Forlì organizzato da Regione e Asl. Donati ha esaminato i dati della produzione mondiale di oppio (eroina) che dimostrerebbero come l’esplosione della produzione all’ennesima potenza sia avvenuta con l’arrivo in Afghanistan delle truppe statunitensi ed alleate. Per quanto riguarda la cocaina – secondo Donati – i dati ufficiali dell’Onu sono manifestamente insostenibili e nascondono un buco nero di enormi proporzioni.

Secondo le stime delle stesse autorità colombiane sulla produzione mensile di circa il 50% dei laboratori di coca (cristalizaderos) scoperti e distrutti – ha ricordato Donati – emerge un totale di 599,49 tonnellate/mese, a fronte della stima Onu di 600 tonnellate/anno: ‘La spaventosa sottostima della produzione si riflette nella sottostima della superficie coltivata, al punto che (paradosso dei paradossi) la superficie fumigata con il gliofosato dagli aerei sommata alla superficie eradicata manualmente sono tre volte superiori alla superficie stimata dall’Onu come coltivata’.

Con l’avvento del Plan Colombia (1999-2000) approvato dal congresso statunitense – ha spiegato ancora Donati – i dati ufficiali sono stati piegati all’esigenza di dimostrarne prima l’indispensabilità e poi l’efficacia, ma una Commissione di indagine del Senato americano, comprendente John Kerry e Barack Obama, ha definito sconcertante il fallimento del Plan Colombia a fronte dell’enorme finanziamento approvato dal Senato.

 





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