Il parlamento israeliano ha approvato all’unanimità una legge che permette alle aziende israeliane di esportare cannabis terapeutica nel resto del mondo. Lo stato si appresta così a diventare il terzo al mondo ad esportare marijuana legale dopo i Paesi Bassi e il Canada.

La legge, approvata il 25 dicembre,  ha provocato una immediata impennata nel valore delle aziende di cannabis, le cui azioni hanno registrato un aumento di circa il 10%.

La legge era rimasta bloccata per anni dalle preoccupazioni delle autorità, che temevano che la cannabis medica avrebbe sarebbe potuta finire nel mercato nero. Al fine di evitare il rischio la legge approvata prescrive che saranno le forze di polizia a vagliare e controllare le licenze.

Israele è da anni uno dei paesi all’avanguardia mondiale nella ricerca sulla cannabis medica. Lo stato ha direttamente finanziato 13 ricerche scientifiche con due milioni di euro e da tempo lavora per diventare un player di rilievo mondiale nella nuova corsa all’oro verde.

La nuova legge che permette l’esportazione rappresenta forse il passo decisivo per lanciare le aziende del paese alla conquista di importanti fette del “cannabusiness” mondiale, in un momento in cui la concorrenza è ancora bassa, prima che entrino realmente sul mercato Usa e Germania.

 

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