Vi racconto una storia


In un’isola della Croazia c’è una spiaggia meravigliosa che si chiama Cifnata. Da diversi anni ci vado con la mia famiglia. Poco frequentata, perché raggiungibile solo dal mare o attraverso un sentiero impervio nel bosco, è un piccolo paradiso.

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Ieri ci sono tornato e l’ho trovata piena di spazzatura. Qualcuno deve aver fatto una “festa” la sera prima e ha lasciato tutto là. Come ha potuto farlo per me è incomprensibile ma purtroppo sono cose che succedono.

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Con le altre persone presenti in spiaggia, abbiamo criticato il gesto e ci siamo lamentati di quella vergogna. Dopodiché ci siamo sistemati a distanza da quel cumulo di lattine vuote e ci siamo distesi al sole. Allo stesso modo hanno fatto altri turisti arrivati dopo di noi.

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Ho provato a rilassarmi godendomi il mare e giocando con mio figlio ma un pensiero fisso in testa continuava a disturbarmi. Per farvela breve, ho mollato tutto e sono andato a procurarmi un sacchetto e dei guanti. Insieme alla mia compagna abbiamo pulito la spiaggia e mentre raccoglievamo i rimasugli, altre persone vedendoci sono venute ad aiutarci.

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Nel giro di mezz’ora era tutto sistemato.

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A quel punto, la giornata al mare è stata ancora più bella e intesta.

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Rientrando ci siamo portati via naturalmente il sacco delle immondizie per poi buttarlo negli appositi bidoni.

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Perché vi ho raccontato questa storia
Mentre camminavo da solo nel bosco alla ricerca del sacco, ho pensato che quel gesto sarebbe stato fine a se stesso: certo, è cosa lodevole ripulire un luogo che qualcun altro ha sporcato, ma in fin dei conti non avrei risolto nulla e domani forse, ci sarebbe stato un nuovo cumulo di lattine vuote su quella spiaggia o in altre mille.

Ma se invece avessi utilizzato quell’episodio come spunto per una nuova “catena di buone azioni”, raccontandolo e condividendolo, allora avrebbe avuto molto più senso.
Qualche vecchio saggio scrisse che “hanno valenza storica solo le azioni che generano un proseguimento dell’agire, anche se all’umanità sembrano inutili” e qualcuno di ancora più intelligente disse che “il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.
In totale accordo con questi due grandi maestri, oggi mi sono detto “io cambio il mondo”. Nella speranza di convincere anche qualcuno di voi a farlo.
Sia chiaro, il mio gesto non ha assolutamente nulla di speciale (sono il primo a dirlo), non mi sto inventando niente (sono tutte cose già fatte da altri) e arriveranno accuse di mania di protagonismo o ricerca di attenzione. Pazienza, correrò il rischio ma se in cambio riuscirò a scaturire anche solo un’altra buona azione, quindi un proseguimento dell’agire, allora ne sarà valsa la pena.

Cosa puoi fare
È molto semplice: fai una buona azione che senza questa storia non avresti fatto. Fermati, guardati intorno, immagina come potresti cambiare in meglio il luogo che ti circonda e fallo.
 Piccole cose, anche piccolissime. Di qualsiasi tipo. Poi coinvolgi almeno 3 persone, racconta la mia e la tua storia e invita loro a fare altrettanto in modo tale che a fine giornata guardandoti allo specchio potrai dire anche tu “io cambio il mondo”.

#iocambioilmondo – www.iocambioilmondo.itfacebook.com/iocambioilmondo

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