Il senatore Benedeto Della Vedova

Il senatore Benedeto Della Vedova

Abbiamo avuto una lunga telefonata con il senatore Benedetto Della Vedova, fondatore e animatore dell’intergruppo parlamentare “Cannabis Legale”, che nei giorni scorsi ha presentato il progetto di legge per la legalizzazione della cannabis in Italia, ad oggi già sottoscritto da quasi 250 parlamentari e senatori aderenti a differenti gruppi politici (principalmente Pd, M5S e Sel).

Un’occasione per fornire alla nostra comunità di lettori risposte precise ai principali dubbi espressi in questi giorni nei forum e nei social network.

Quella che segue è la trascrizione dei passaggi più rilevanti dell’intervista.

  • Partiamo dalla necessità di comunicare la coltivazione per i cittadini, c’è il rischio che possa trasformarsi in una schedatura?

No, questo rischio non esiste. Il cittadino che intende coltivare massimo 5 piante di cannabis, come previsto dalla nostra proposta di legge, non dovrà richiedere alcun permesso, ma solo effettuare una comunicazione all’ufficio regionale dei Monopoli. Questi dati verranno custoditi nel massimo riserbo previsto per i dati sensibili, e non saranno accessibili a nessuno, nemmeno alle forze dell’ordine. Ciò che è importante far capire è che questa comunicazione non è in alcun modo una schedatura, ma anzi serve anche a proteggere il cittadino in caso di accuse di detenzione ai fini di spaccio. I dati conservati presso i Monopoli saranno accessibili solo dietro specifica richiesta del magistrato competente.

  • Il ddl prevede la possibilità di coltivare 5 piante e di detenere 15 grammi, ciò ha determinato un po’ di incomprensioni, visto che 5 piante producono molti più grammi di inflorescenze…

Si, anche su questo è importante fare chiarezza. Nella proposta di legge è previsto che un cittadino, dopo la comunicazione ai Monopoli, possa coltivare un massimo di 5 piante femmine di cannabis e detenere l’intero raccolto della coltivazione, a prescindere dalla quantità in grammi. Inoltre ogni cittadino, coltivatore o no, può detenere fino a 15 grammi di cannabis acquistata presso i dispensari legali al proprio domicilio. Sono due regolamentazioni separate. Mentre, fuori dal proprio domicilio, si potranno detenere al massimo 5 grammi.

  • Perché nel ddl è previsto che non si possa fumare all’aperto (parchi, strada, ecc.), non sarebbe bastato regolamentare il consumo con le già esistenti norme che regolano il consumo dei tabacchi?

Si tratta di un principio di precauzione, dovuto al fatto che si tratta di sostanze psicoattive che agiscono tramite inalazione e potenzialmente anche attraverso il fumo passivo. Inoltre non dimentichiamo che anche per i tabacchi è in discussione la possibilità di vietare il fumo in diversi luoghi all’aperto. C’è poi anche un carattere politico della decisione, il livello delle obiezioni dei proibizionisti in Italia spesso si riduce a banalità tipo quelle dette da Salvini, che afferma che vogliamo consetire l’uso di droga nei parchetti e davanti alle scuole. Ecco, gli togliamo anche questa piccola freccia rimasta al loro arco.

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[il dibattito tra Della Vedova e Salvini andato in onda sul TG5]

 

  • Il ddl consente la cessione gratuita di piccoli quantitativi di cannabis, secondo alcune obiezioni ciò potrebbe favorire lo spaccio. Cosa ne pensa?

Se c’è spaccio o cessione dietro compenso, la nostra proposta prevede che esso sia, come oggi, giudicato penalmente dai tribunali, ma non vogliamo più permettere che dei ragazzi si trovino sotto processo solo per aver passato lo spinello ad un amico o per aver regalato un grammo di hashish acquistato legalmente. Sarebbe un paradosso consentire legalmente l’acquisto di cannabis e poi rischiare di vedere cittadini andare a processo per aver passato due tiri ad un amico. Io poi, anche a causa delle mie passate esperienze (Della Vedova fu condannato a 4 mesi di carcere per aver regalato hashish ad una manifestazione per la legalizzazione insieme a Marco Pannella nel 1995, ndr) sono particolarmente sensibile al tema.

  • Veniamo alle sanzioni previste per la guida sotto effetto di cannabis. Allo stato attuale non esistono controlli certi, ma un automobilista rischia di vedersi sospesa la patente per aver fumato giorni prima del controllo. Come si può ovviare al problema?

Questo è un problema reale, ma di natura scientifica prima che politica. E’ necessario che si dotino le forze di polizia dei più moderni sistemi di controllo per verificare scientificamente che l’automobilista sia sotto effetto nel momento del fermo. Noi, nella proposta di legge, abbiamo ribadito che la legalizzazione della cannabis non significa che una persona possa mettersi alla guida sotto effetto della cannabis, ma è ovvio che ciò non può essere sanzionato con i metodi attuali, che colpiscono automobilisti che magari hanno fumato cannabis due settimane prima del controllo.

  • Negli Usa le leggi sulla legalizzazione approvate prevedono di destinare parte degli introiti a progetti di pubblica utilità, come la ristrutturazione delle scuole o la riduzione del danno. Prevedete un meccanismo simile?

All’interno del sistema legislativo italiano non è semplice prevedere norme di questo tipo. Per ora abbiamo previsto che il 5% degli introiti serva a finanziare i progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. Inoltre, i proventi delle sanzioni amministrative relative alla violazione delle norme saranno interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi da parte di istituzioni scolastiche e sanitarie. Altri provvedimenti del genere potrebbero essere aggiunti, se ve ne sarà la possibilità.

Leggi i dettagli della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis in Italia in questo articolo.





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