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Si è appena conclusa la prima edizione della IndicaSativa trade, la nuova fiera italiana sulla canapa e le tecnologie dedicate, andata in scena a Fermo (nelle Marche) lo scorso fine settimana.

60 espositori da tutta Europa, soprattutto del settore coltivazione e semi, molte le associazioni riguardanti gli aspetti industriali e medicinali della cannabis. Circa 2.500 visitatori (350 il venerdì, 1.200 il sabato e 900 la domenica), di cui centinaia di accrediti a operatori del settore. I paganti si aggirano sui 1.500/1.700.

Iniziamo dunque il nostro report dai numeri, ma riteniamo che in questo caso poco contino, considerando che si trattava appunto della prima edizione dell’evento e che come è ben noto, il tema cannabis in Italia è sempre e ancora molto delicato da affrontare. Questa era dunque una sorta di banco di prova, che la IndicaSativa trade ha superato a pieni voti!
 Questo non è solo il nostro parere, bensì quello condiviso dalla stragrande maggioranza degli espositori e dei visitatori, coi quali abbiamo discusso, interagito e dei quali abbiamo letto i sondaggi e le opinioni raccolte dagli organizzatori. Particolare nota di merito, dal momento che poche fiere del settore curano e valutano così attentamente i feedback del pubblico.

Certo, i problemi non sono mancati e li affrontiamo senza indugio: conferenze mediocri (troppi relatori insieme e argomenti delineati approssimativamente); trasporti locali carenti o in certi casi inesistenti (bus e navette dalla stazione dei treni sarebbero state molto utili); assenza di indicazioni stradali per raggiungere la fiera; nessuna pubblicità locale e poca a livello nazionale; zona ristoro minimale (considerando che siamo in Italia si può puntare a qualcosa in più).
Problemi, di cui gli organizzatori sono già consapevoli e intenzionati a risolvere per le prossime edizioni.

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Si, perché la notizia più importante è proprio questa e conferma ciò che scrivevamo sopra riguardo la prova superata: la IndicaSativa trade si rifarà, non è stato un singolo evento e anzi, ha tutte le carte in regola per diventare un grande evento, un appuntamento fisso e importante anche a livello europeo. Di questo, avevamo tutti bisogno. E le critiche sul fatto che si poteva organizzare meglio, sono del tutto inutili, dal momento che nessuno in questi anni ha avuto il coraggio e la determinazione di farlo (dal 2008, con l’ultima edizione della fiera di Bologna).

Si valuterà se spostare l’evento in una grande città, ma anche in questo caso, sia noi che molte aziende presenti, siamo d’accordo sul fatto che il nuovissimo forum di Fermo sia un’ottima location e una volta risolti i problemi relativi i trasporti, non gli mancherà nulla. Le splendide colline intorno al piccolo centro marchigiano, l’accoglienza dei tanti agriturismi e b&b della zona, la gastronomia locale, la vicinanza alla costa (niente male anche la festa sulla spiaggia collegata alla fiera) e la posizione geografica, fanno di Fermo un’ottima scelta.

Aziende con alle spalle decine di fiere, hanno apprezzato la tranquillità della manifestazione e la possibilità di lavorare senza l’invasione di migliaia di visitatori (cosa che capita ultimamente nelle fiere spagnole). Non c’è stato alcun problema di sicurezza né arresti, né perquisizioni, né alcun accanimento di forze dell’ordine; l’intera fiera si è svolta nella totale normalità ed anche questo, è un punto cruciale. Parlamentari del Movimento 5 Stelle e del SEL hanno visitato l’evento e partecipato alle conferenze. In generale, abbiamo tutti riscontrato good vibrations e un pubblico gioioso.

Ripartiamo da qui, da una bella fiera italiana, dalla volontà di voler abolire al più presto la legge Fini-Giovanardi e impegnarsi ancora di più, per promuovere e valorizzare gli utilizzi industriali e terapeutici della nostra amata Cannabis.
Lunga vita alla IndicaSativa trade e complimenti sinceri agli organizzatori!





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