Antiproibizionismo

Indica Sativa Trade 2013: dalla canapa e per la canapa

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Non possiamo che considerare positiva questa prima edizione di Indica Sativa Trade, che non solo ha permesso di mostrare i molteplici e benefici usi nel campo agroalimentare, della bioedilizia, dell’ecosostenibilità e soprattutto del suo uso in campo terapeutico, ma ha anche permesso a buona parte del fronte antiproibizionista di incontrarsi, di confrontarsi e proporre linee strategiche per dare un colpo mortale alla Fini-Giovanardi e alla pregiudiziale ideologica che guida le informazioni scientifiche del DPA.

Le varie strategie
In questo momento sono molte le iniziative in ballo: una raccolta firme per 3 leggi di iniziativa popolare tra cui una sulle sostanze stupefacenti (proposte da una coalizione di associazioni), più due altre raccolte di firme per i referendum (una già operativa presentata dai Radicali e una in fase di preparazione proposta da FreeWeed), per passare poi alla mobilitazione della rete antipro affinché si arrivi in tempi brevi al pronunciamento della Corte Costituzionale sulla illegittimità della legge in vigore, per arrivare infine all’interazione con le nuove realtà parlamentari, alle quali è stata consegnata una Proposta di Legge sulla regolamentazione della coltivazione domestica e con le quali si sta cercando di trovare “il tallone d’Achille” della Fini-Giovanardi.
Molte frecce sono puntate quindi sul bersaglio e personalmente siamo convinti che non sia importante quale di queste colpirà l’obiettivo, quanto che almeno una lo colpisca.

Informazione e sensibilizzazione (ASCIA -Grow Shops)
La cosa più importante è comunque continuare a far crescere la consapevolezza tra i consumatori e invitarli ad uscire dal ghetto di pregiudiziale ideologica nella quale ha cercato di relegarci fino ad oggi la Fini-Giovanardi.
Abbiamo sempre pensato che i primi a dover prendere coscienza sulla cannabis e sui rischi legali relativi alla sua eventuale coltivazione, sarebbero dovuti essere i fruitori dei Grow Shops in quanto, pur essendo in alta percentuale cittadini assolutamente rispettabili, per la vigente legislazione sono invece a rischio continuo di criminalizzazione.
Quindi, affinché le informazioni possano essere divulgate il più possibile tra il vasto popolo dei consumatori, ASCIA e un consistente numero di Grow Shops hanno deciso di collaborare per offrire agli utenti sia una rete informativa per essere aggiornati su iniziative e notizie, ma anche un’opportunità associativa per poter partecipare alla lotta antiproibizionista.

Situazione politica
Dopo la lettera aperta che ASCIA ha inviato ai parlamentari di SEL e M5S (pubblicata precedentemente), una dozzina di parlamentari ci ha risposto, ma il senatore Airola di M5S è sicuramente quello che ha preso più a cuore la nostra battaglia e con il quale si è sviluppato un ottimo rapporto collaborativo che lo ha portato fino a Fermo, facendo sì che Indica Sativa Trade avesse un riconoscimento istituzionale e il mondo cannabico un punto di riferimento politico al quale rivolgere istanze e rivendicazioni.
E’ un percorso lento quello parlamentare, che comunque abbiamo iniziato e che seguiremo con molta attenzione.
Nei dibattiti che si sono svolti in fiera è stata rimarcata chiaramente la volontà di superare la legislazione vigente che impedisce, di fatto, non solo l’esercizio di un diritto individuale inviolabile e di una libera scelta nelle cure, ma anche un freno nella coltivazione della pianta e nella produzione dei suoi derivati ad uso agricolo, manifatturiero e industriale.
Il senatore Airola, che ha visitato la fiera con molta attenzione e curiosità, si è fatto garante di portare in parlamento le nostre richieste e ci siamo messi a sua disposizione per ogni supporto scientifico o studio sociale in grado di confortare le nostre tesi.

Situazione nei tribunali
Abbiamo invitato l’avvocato Simonetti, che era presente nel nostro stand per consulenze gratuite a beneficio dei consumatori e coltivatori in proprio, a partecipare al dibattito su “uso terapeutico, uso ludico e legislazione vigente” e proprio poco prima del suo intervento è arrivata la notizia della pubblicazione delle motivazioni della sentenza di assoluzione per coltivazione, riportata dal suo studio in un dibattimento processuale svoltosi alcune settimane fa a Milano.
Su questa ulteriore e storica sentenza vi aggiorneremo nei prossimi giorni, ma è sicuramente l’ennesimo segnale della confusione generata dalla Fini-Giovanardi nella magistratura e della crescente consapevolezza nella coscienza dei giudici che tra un criminale e un consumatore in proprio esiste una tangibile differenza.

ASCIA alla Indica Sativa Trade
Ringraziamo innanzitutto gli organizzatori della Fiera sia per il coraggio dimostrato, sia per la capacità organizzativa e sia per averci dato l’opportunità di verificare sul campo l’importanza della battaglia che stiamo conducendo.
Lo stand di ASCIA ha accolto decine e decine di visitatori, molti hanno chiesto semplicemente informazioni sulla nostra attività, ma molti altri sono venuti proprio con il proposito di tesserarsi, permettendoci di superare il numero di 500 soci, 500 persone che hanno trovato il coraggio di metterci la faccia, di riprendere in mano la voglia di lottare per la dignità e per la libertà di esprimere il proprio stile di vita e su queste 500 persone, che speriamo diventino sempre di più, noi contiamo per poter proseguire nel nostro percorso, un grazie a tutti voi e un benvenuto ai nuovi soci che invitiamo ad iscriversi nel nostro forum sul sito www.ascia-web.org.
Vogliamo concludere con un simpatico aneddoto che vogliamo dedicare a Giovanardi, Fini, ma soprattutto a Serpelloni che continua a dipingerci come potenziali mostri in circolazione.
La fiera è stata visitata da migliaia di persone, la maggior parte delle quali era over 30 e assolutamente consapevole del perché si trovasse lì, ma c’erano anche persone del posto che si erano trovate coinvolte nell’evento senza aver mai conosciuto il mondo cannabico, come i gestori del bar-ristorante o le hostess che fungevano da servizio accoglienza per standisti e visitatori o le interpreti per gli operatori stranieri.
Ebbene, abbiamo avuto modo di parlare con loro e chiedergli cosa ne pensassero di quello che vedevano e la loro risposta è stata suppergiù sempre uguale: “Quando me l’hanno proposto ero un poco titubante, pensavo di trovarmi ad una Oktoberfest della marijuana, dove invece che gli ubriachi ci saremmo trovati davanti un popolo di stonati ingovernabili, ma invece ho trovato una realtà educata, serena, tollerante, non me l’aspettavo”!

Questo è sintomatico di quanto sia importante riportare la cultura della cannabis nella società civile in tutti i suoi usi e tutti i suoi impieghi e questa è la nostra battaglia che, grazie a Indica Sativa Trade, ha permesso di mettere un altro importante tassello in una visione antiproibizionista sempre più consapevole e condivisa.

Direttivo ASCIA

TG DV


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