Era il 19 luglio 2017 quando in Uruguay entrava in vigore la vendita al dettaglio di cannabis nelle farmacie. Un anno dopo il governo annuncia che il 55% dei consumi di droghe leggere è gestito dal mercato legale, sottraendo così oltre la metà degli introiti alle organizzazioni criminali.

L’Istituto per la regolamentazione e il controllo della cannabis ha pubblicato un rapporto che fa il punto sui risultati raggiunti dal primo stato al mondo ad aver messo fine al proibizionismo per volere dell’ex presidente Jose Mujica. Secondo l’ente statale 24.324 persone si sono registrate per poter acquistare la cannabis in farmacia. A queste vanno aggiunte le 8.583 che praticano l’autoproduzione (anch’essa ammessa con l’iscrizione a un albo) e i 2.339 membri dei 91 cannabis social club presenti nel paese.

La legalizzazione uruguayana è fortemente controllata dalla Stato che si fa garante attraverso dei concessionari della produzione della cannabis con cui rifornire le farmacie, per la coltivazione ad uso personale invece basta un’autodichiarazione, così come per i cannabis social club che hanno alcune regole semplici da rispettare oltre che l’obbligo di sottoporsi a verifiche ogni volta le forze dell’ordine lo richiedano.

La cannabis nelle farmacie viene venduta a poco più di un euro al grammo, un prezzo di costo che ha l’unico obiettivo di sottrare terreno al mercato criminale. Le differenze con le legalizzazione capitalistica di stampo Usa sono evidenti ma i risultati dal punto di vista della riduzione dei reati legati alla droga molto simili.

Lo stato uruguaiano sta anche monitorando attentamente gli effetti della legalizzazione sui consumi e sulla salute pubblica. I primi risultati – diffusi durante l’Expocannabis Uruguay svoltosi lo scorso mese di dicembre – hanno testimoniato che nessun aumento dei consumi di cannabis è stato rilevato, così come non si sono verificati problemi per la sicurezza e la salute pubblica, mentre il moltiplicarsi delle informazioni e di dibattiti pubblici sul tema delle droghe in generale, ha aumentando la consapevolezza dei cittadini sull’argomento.

 

Comments are closed.

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy