uruguayL’ex presidente Pepe Mujica lo aveva detto già nel dicembre 2013, quando la legalizzazione della cannabis venne approvata dal Parlamento: “Stiamo aprendo una nuova strada per il mondo e non dobbiamo avere fretta, perché il primo obiettivo deve essere fare le cose per bene”. Così a quasi due anni di distanza è arrivata ora la comunicazione ufficiale: la Junta Nacional de Drogas, ha affidato a due aziende la produzione di cannabis per conto dello stato. E quindi, finalmente, pare tutto pronto e nel 2016 la vendita di cannabis in farmacia si affiancherà alle due altre formule di produzione e consumo personale già in vigore: l’autoproduzione di massimo 6 piante e i Cannabis Social Club.

IN OTTO MESI IN VENDITA NELLE FARMACIE. Erano state 22 le imprese ad aver presentato domanda per produzione e distribuzione della cannabis, ma solo due di queste (Simbiosis e Icorp), entrambe con capitale uruguayano e straniero, potranno produrla per un massimo di due tonnellate all’anno. La lunghezza delle procedure di selezione è stata data dalla volontà dello stato di verificare ogni garanzia fornita dalle ditte, ed in particolar modo l’assenza di ogni implicazione con la malavita e con casi di riciclaggio di denaro. La cannabis verrà ora seminata in alcuni appezzamenti di proprietà dello stato che verranno sorvegliati da agenti di polizia. E – secondo l’annuncio della Junta Nacional de Drogas (ente governativo che segue l’applicazione della legalizzazione) nel giro di 8 mesi le prime scorte arriveranno alle farmacie dell’Uruguay pronte per essere distribuite.

MASSIMO UN DOLLARO AL GRAMMO. Per poter acquistare la cannabis occorrerà essere maggiorenni e registrarsi (in albi che saranno protetti e non divulgabili); si potrà acquistare un massimo di 10 grammi a settimana nelle farmacie autorizzate. Il prezzo al grammo varierà tra i 20 e i 22 pesos: circa 70 centesimi di euro. Prezzo che nelle intenzioni del governo di Montevideo servirà per rendere la cannabis di stato più conveniente di quella illegale e quindi a sconfiggere le narcomafie presenti nel paese. Le varietà non potranno superare il 15% di THC e dovranno rispettare un contenuto minimo di CBD. In contemporanea con la semina parte anche il progetto di informazione nelle scuole, che servirà a illustrare ai giovani i rischi correlati ad un “consumo problematico”.

Per approfondire: tutte i dettagli sulla legge approvata in Uruguay a questo link.





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