La verità. C’è l’ossessione per questa parola e ciò che significa alla base di “City of Lies”, il film di Brad Furman sulle indagini attorno al duplice omicidio irrisolto di Tupac Shakur e Notorius B.I.G., in arrivo nelle sale italiane il 10 gennaio.

Intanto è disponibile il primo trailer italiano della pellicola, con Johhny Depp nel ruolo dell’ex detective del Los Angeles Police Department, Russel Poole, che nelle indagini sul duplice omicidio ha investito l’intera vita, e Forest Whitaker nei panni di Jackson, un reporter dell’ABC, autore di un documentario sul caso, che gli valse un Emmy Award, ma che sta vedendo smantellate le tesi esposte. Il loro incontro, a vent’anni dai fatti, riaprirà il vaso di Pandora e una nuova indagine, tesa a fare luce, una volta per tutte, sul coinvolgimento della LAPD nell’uccisione dei due rapper.

Firmata da Christian Contreras, la sceneggiatura di “City of Lies” si basa sul libro del 2002, candidato al Premio Pulitzer, “LAbyrinth” del giornalista Randall Sullivan. Fu proprio lui due anni prima, alla ricerca di informazioni per un pezzo sullo scandalo della Divisione Rampart del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, a bussare alla porta dell’ex detective Poole. Convinto che il LAPD avesse ostacolato le sue indagini sull’omicidio di Biggie Smalls e costretto a dare le dimissioni, al fine di insabbiare le responsabilità nell’accaduto di membri del dipartimento stesso, Poole aprì gli archivi al reporter.

«Aveva un magazzino pieno di documenti che aveva preso dalla Polizia di Los Angeles quando se n’era andato e rappresentavano l’intera storia delle indagini sugli omicidi di Biggie Smalls e Tupac Shakur. Mi ha permesso di leggerli, erano quasi tutti rapporti della polizia di Los Angeles riguardanti l’omicidio di B.I.G. e alcune altre indagini, in cui era stato coinvolto Russ mentre era assegnato alla divisione omicidi. Quando terminai, rimasi assolutamente sbalordito dalle prove che indicavano che il LAPD aveva occultato il coinvolgimento degli agenti di polizia nell’omicidio di B.I.G. e in altri crimini», racconta Sullivan.

Dalle indagini sullo scandalo Rampart, all’articolo inchiesta uscito nel giugno 2001 su Rolling Stone sulle morti di Tupac e Biggie, fino al libro “LAbyrinth”, la ricerca della verità di Sullivan non si è mai fermata, così come quella di Russel Poole. Vent’anni di incessante lavorio, ostacolati su tutti i fronti possibili, tra gli intricati e claustrofobici corridoi di un castello di bugie e corruzione, che Brad Furman ha deciso di tradurre in immagini per il grande pubblico: «Quando metti insieme tutti i pezzi del puzzle, capisci che non c’è davvero nessuno di cui ci si possa fidare. E sentivo che quella era una storia che doveva essere raccontata».

Finalmente la vedremo al cinema, dal 10 gennaio, nella versione italiana, con Ghali a doppiare la voce di Tupac: «La mia prima esperienza da doppiatore è stata indimenticabile e prestare la voce a un personaggio così leggendario come Tupac è stata una figata».

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