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Il caro vecchio divano, la collezione di fumetti, le conserve fatte in casa in cambio di una pagina web, di una tavola da snowboard: la più antica modalità di scambio conosciuta dall’uomo, il baratto, torna nel III Millennio, grazie alla rete, ai Social Network e alle nuove tecnologie, ma soprattutto grazie ai tanti ‘barter’ (barattatori) che, condividendo conoscenze o liberandosi del superfluo, promuovono il riciclo, limitando sprechi, consumi e produzione di rifiuti.

Un vero e proprio antidoto alla crisi, ecologico e sostenibile che, privilegiando l’aspetto umano rispetto al business, consente di fare shopping o viaggiare senza denaro 365 giorni l’anno.

Con 70mila annunci pubblicati ed altrettante transazioni completate, il sito zerorelativo.it ha fatto dello scambio e del dono una vera e propria “missione”, per “invitare a consumare in modo critico e a riutilizzare, a beneficio del Pianeta” spiega Paolo Severi, ideatore della piattaforma.

Ispirata agli ‘swap party’ americani, che dagli anni ’60 in poi hanno trasformato il baratto da fenomeno privato ad evento pubblico, “Swap Island” è la prima applicazione per dispositivi mobili che, all’insegna del “non ti butto, ti baratto”, consente di permutare oggetti in tempo reale. “E’ un Social Network a tutti gli effetti. Grazie alla chat è possibile accordarsi all’istante e stabilire il luogo d’incontro, che può avvenire nell’isola di scambio più vicina, cioè – ad esempio – presso associazioni culturali, pub o B&B che aderiscono all’iniziativa” spiega Bruna Maggiore, del team di aCrm, società italiana che lo scorso ottobre ha lanciato l’applicazione su iPhone, iPod Touch, iPad geolocalizzata e, fra breve, anche sul circuito Android.

Il progetto “Swap Island” fa parte di un piano di applicazioni responsabili, tra le quali figura anche “Pet Island” dedicata alle adozioni di cani, creata insieme a “Diamoci la zampa Onlus” ed Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali). Entro fine anno, anche sul portale swapisland.it, sarà possibile lasciare un feedback per le valutazioni. Gli utenti più responsabili saranno premiati, al fine di incentivare comportamenti ecologicamente corretti ed incrementare le buone pratiche.

fonte: World Wide (Wild) Web

 





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