GiudiceUna nuova sentenza all’insegna della ragionevolezza è stata emessa dal giudice monocratico di Marsala Matteo Giacalon, il quale ha assolto un uomo di 61 anni residente a Trapani che era stato denunciato per il possesso di 94 grammi di hashish, riconoscendone il possesso a fini terapeutici.

Nel novembre 2012, i carabinieri avevano sorpreso l’imputato in possesso di 94 grammi di hashish, dopo quasi quattro anni il giudice ha riconosciuto corretta la tesi dell’avvocato cercato di dimostrare come non vi fosse alcuna prova di spaccio e come l’uomo utilizzasse la canapa a fini medici.

«È una sentenza certamente innovativa – ha commentato l’avvocato Calogera Falco – in quanto l’ingente quantità poteva lasciare presagire che l’imputato la detenesse ai fini di spaccio. Tuttavia, l’unicità del blocco di hashish, lo stato di tossicodipendenza e soprattutto la presenza di un grave quadro clinico in capo all’allora arrestato, che non può fare uso di antidolorifici, per fare fronte ai dolori da cui questi è affetto quotidianamente, hanno convinto il giudicante ad assolverlo con la più ampia formula perché il fatto non costituisce reato».

Una sentenza di buon senso, che dovrebbe rappresentare la norma. Tuttavia non ancora è così in Italia, visto che anche negli ultimi mesi si sono registrate diverse sentenze di segno opposto, che hanno condannato persone malate per il possesso anche di pochi grammi di cannabis.

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