L’Oregon è ufficialmente il primo Stato americano ad aver depenalizzato l’uso personale di tutte le droghe e ad aver aumentato notevolmente l’accesso al trattamento, al recupero e alla riduzione del danno e ad altri servizi. La misura è entrata ufficialmente in vigore il primo di febbraio ed è il colpo decisivo che può incrinare una volta per tutto l’approccio della guerra alla droga creato proprio negli Stati Uniti sotto la presidenza Nixon a partire dagli anni ’70.

Un guerra in cui i cittadini perdono sempre, perché vedono le proprie risorse alimentare un cortocircuito giudiziario che rischia di portare in carcere i semplici consumatori mentre le grandi organizzazioni criminali guadagnano miliardi, e la quantità di stupefacenti consumati continua ad aumentare.

“Oggi, la prima tessera del domino della nostra crudele e disumana guerra alle droghe è caduta, innescando quella che ci aspettiamo sia una cascata di altri sforzi che mettano al centro la salute invece della criminalizzazione”, ha detto Kassandra Frederique, direttrice esecutiva della Drug Policy Alliance. “Per la prima volta in almeno mezzo secolo, un posto negli Stati Uniti – l’Oregon – ci mostrerà che possiamo dare aiuto alle persone senza punirle. Questa legge ha lo scopo di proteggere le persone dalla persecuzione, dalle molestie e dalla criminalizzazione per mano dello stato per aver fatto uso di droghe e di dare invece accesso ai supporti di cui hanno bisogno. Oggi l’Oregon ci mostra che un mondo migliore e più giusto è possibile”.

Le persone che possiedono droghe per uso personale non dovranno più affrontare l’arresto, ma saranno invece collegate con i servizi di supporto – come il trattamento informato, il supporto dei pari e i servizi di recupero, la riduzione del danno e altri servizi sanitari, e anche l’assistenza abitativa e lavorativa – se ne hanno bisogno e lo desiderano. I servizi saranno finanziati dalle entrate fiscali eccedenti sulla cannabis (oltre 45 milioni di dollari) e dai risparmi derivanti dal non arrestare, incarcerare e perseguire le persone per possesso di droga. Sulla base delle proiezioni attuali, l’eccesso di entrate fiscali provenienti dalla marijuana dovrebbe raggiungere la cifra di oltre 100 milioni di dollari nel primo anno e fino a 129 milioni di dollari entro il 2027.

Detto in numeri la nuova legge ridurrebbe le condanne per possesso di droga di quasi il 90%: da 4.057 condanne nel 2019 a circa 378 nel prossimo anno, secondo la Commissione di Giustizia Penale dell’Oregon.

E’ un cambiamento epocale che invece che nella direzione della repressione e dell’oppressione dei cittadini, avrà un approccio incentrato sulla salute pubblica, e un allontanamento dalle politiche che incarcerano le persone per comportamenti legati all’uso di una sostanza o a una dipendenza.

Ed è un cambiamento in atto in tutti gli Stati Uniti. Accanto alla progressiva legalizzazione della cannabis, infatti, è stato lanciato il movimento Decriminalize Nature, che si pone come obiettivo la depenalizzazione del consumo delle piante psichedeliche,  con diverse città, Denver in primis, che hanno approvato la depenalizzazione di funghetti allucinogeni e altre piante.





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