Un bunker costruito all’epoca della guerra fredda per proteggere i militari da un eventuale attacco atomico da convertire in serra blindata per la coltivazione di cannabis. Questa l’idea presentata da un imprenditore tedesco, determinato a ottenere dal governo l’autorizzazione a coltivare marijuana a scopi terapeutici.

UNA FABBRICA INESPUGNABILE PER LA COLTIVAZIONE. Il bunker si trova a Memmingerberg, in Baviera, ed è lungo oltre 50 metri per 15 di altezza. È stato rilevato da un’azienda che si occupa di cannabis terapeutica di nome Bunker Pflanzenextrakte, il cui proprietario Christoph Rossner ha presentato il progetto nei giorni scorsi ai media tedeschi. Vuole impiegare 15 addetti per coltivare varietà di cannabis terapeutica selezionate in modalità idroponica. Il progetto prevede che il bunker sia adibito con meccanismi per il ricambio dell’aria e il controllo di illuminazione, temperatura e tasso di umidità. La regione della Baviera ha sposato il progetto e pare sia disponibile a finanziarlo con 250mila euro, convinta ovviamente anche dalla sicurezza del sito, che è di fatto inespugnabile.

LA GERMANIA SI APPRESTA A CONQUISTARE IL MERCATO EUROPEO. Il parlamento tedesco ha legalizzato l’uso terapeutico di cannabis nello scorso gennaio. Per ora la cannabis viene importata dall’Olanda, con i problemi di approvvigionamento che si registrano in tutta Europa, Italia compresa. Tuttavia è già prevista l’autorizzazione di centri di produzione privati nel territorio dello stato, e nei prossimi mesi ci si aspetta che il governo rilasci le prima licenze. Gli imprenditori tedeschi aspettano solo il via definitivo e per ora si stanno organizzando. Nei mesi scorsi l’azienda farmaceutica tedesca MedCann Pharma GmbH ha annunciato la fusione con il colosso della cannabis canadese  Canopy Growth Corp. con l’obiettivo di diventare il principale attore economico della cannabis in Europa, mentre a Berlino nell’aprile scorso si è svolta la “International Cannabis Business Conference”, un appuntamento di portata globale tra gli attori del mercato della cannabis, che ha come obiettivo dichiarato quello di fare di Berlino «la capitale europea del commercio e delle politiche sulla cannabis».

UN’IDEA GIÀ MESSA IN PRATICA IN CONTESTI CRIMINALI. In questo contesto si inserisce anche il progetto lanciato da Christoph Rossner. Apparentemente un po’ visionario, ma in realtà già esistente ad altre latidunini in contesti illegali. Nella città di Swindon, in Gran Bretagna, pochi mesi fa la polizia ha scoperto che un bunker antiatomico era diventato un centro per la produzione di marijuana. Al suo interno vi erano circa quattromila piante, coltivate da alcuni ragazzini vietnamiti, impiegati come manodopera da un gruppo criminale costituito da tre cittadini britannici. Non è dato sapere se Christoph Rossner sia stato ispirato da questa notizia nel suo progetto, di certo non è sfuggito a lui e pare neppure alle autorità, l’opportunità di convertire delle strutture militari ormai inutili e obsolete in fabbriche blindate per la coltivazione di cannabis.





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