Funghetti allucinogeni e LSD contro la depressione? In America questa innovativa ricerca è già una realtà grazie alla recente fondazione del Center for Psychedelic and Consciousness Research presso la Johns Hopkins School of Medicine, il braccio accademico di insegnamento e ricerca medica dell’università che ha sede nel Maryland.

Il progetto è stato realizzato grazie ad una donazione da parte di privati di 17 milioni di dollari, dando la possibilità ai ricercatori di creare il più grande centro di ricerca di questo tipo al mondo, nonché il primo negli Stati Uniti.

Nel 2000, il gruppo di ricerca psichedelica dell’università, fu il primo a ottenere l’approvazione negli Stati Uniti per avviare la ricerca con psichedelici in volontari sani che non avevano mai usato queste sostanze. La loro pubblicazione del 2006 sulla sicurezza e sugli effetti positivi duraturi di una singola dose di psilocibina ha innescato un rinnovamento della ricerca psichedelica in tutto il mondo.

Da allora, i ricercatori hanno pubblicato studi in oltre 60 articoli di riviste scientifiche. La loro ricerca ha dimostrato benefici terapeutici per le persone che soffrono di condizioni come la dipendenza da nicotina e la depressione e ansia causate da malattie potenzialmente letali come il cancro. Ha spianato la strada agli attuali studi sul trattamento della depressione in generale.

D’ora in avanti dal centro fanno sapere che la ricerca “si concentrerà su come gli psichedelici influenzano il comportamento, la funzione cerebrale, l’apprendimento e la memoria, la biologia e l’umore del cervello. Gli studi sulla psilocibina nei pazienti determineranno la sua efficacia come nuova terapia per la dipendenza da oppioidi, la malattia di Alzheimer, il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), la sindrome post-trattamento della malattia di Lyme (precedentemente nota come malattia di Lyme), l’anoressia nervosa e l’uso di alcol in persone con depressione. I ricercatori sperano di creare farmaci su misura per le esigenze specifiche dei singoli pazienti.

“L’università è profondamente impegnata nell’esplorazione di trattamenti innovativi per i nostri pazienti”, ha affermato Paul B. Rothman, preside della facoltà di medicina presso la Johns Hopkins University School of Medicine . “I nostri scienziati hanno dimostrato che gli psichedelici hanno un reale potenziale come medicina, e questo nuovo centro ci aiuterà a esplorare tale potenziale.”

Per raggiungere l’obiettivo la facoltà del centro formerà ricercatori e medici che vogliono intraprendere una carriera nel campo della scienza psichedelica, dove storicamente ci sono state poche strade per portare avanti questo tipo di ricerche.





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