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Impariamo a respirare: la prima regola per star bene

Esiste una realtà tanto invisibile quanto essenziale per l’essere umano e in generale per l’intero pianeta che può assumere diversi nomi (sistema respiratorio per l’uomo, fotosintesi clorofilliana per le piante) ma che mantiene invariata la sua caratteristica distintiva: l’ossigeno.

Attraverso l’ossigeno la vita è possibile. La vita dell’uomo, la vita delle piante, ogni animale, insetto, la terra stessa vive e si nutre di ossigeno. Perfino i pesci sott’acqua estraggono l’ossigeno da quest’ultima. Possiamo così immaginarlo come il motore di un movimento silenzioso, costante, individuale ma anche collettivo, planetario, globale.

Inodore, incolore noi non lo sentiamo, non lo vediamo, non lo percepiamo e perciò ce ne dimentichiamo.

Nelle scuole hanno sempre insegnato e insegnano che respirare l’ossigeno è essenziale per vivere, ma andrebbe aggiunto che respirare l’ossigeno consapevolmente sia fondamentale per vivere bene.

Ne erano consapevoli gli antichi Yogi già millenni fa; proprio per questo, praticavano e divulgavano tecniche di Pranayama, cioè di respirazione, atte proprio a migliorare il nostro prezioso meccanismo interno. Queste tecniche che sono ancora oggi praticate da moltissime persone, praticanti e non dello Yoga, fungono inoltre da ispirazione per molti studiosi e specialisti.

La differenza infatti tra il vivere normale (cioè male) e il vivere bene consta proprio nella qualità del nostro respirare, nel funzionamento del nostro sistema respiratorio. A questo si unisce poi la qualità dell’aria che inaliamo, la quale permette la purificazione del sangue, strettamente collegata alla salute generale dell’organismo. Ecco perché è di fondamentale importanza respirare aria pulita, fresca, nuova.

Oltre alla qualità dell’aria, è fortemente incisiva anche la modalità, l’atteggiamento mentale, il modo in cui ci poniamo dinnanzi alla respirazione e questo avremo occasione di approfondirlo in futuro.

Per ora invece, facciamo un passo indietro. Quando nasciamo, a livello istintivo, sappiamo già come respirare. Nessuno ce l’ha mai dovuto insegnare. Il sistema respiratorio è in effetti un sistema autonomo che è diventato nel tempo un automatismo (dal dizionario: mancata consapevolezza o controllo da parte della mente o della volontà. Con-sapevolezza, con-sapere). In pratica, mentre la nostra testa pensa ai fatti suoi, il corpo respira da solo per i fatti suoi.

È come se sotto lo stesso tetto (l’uomo) vivessero due identità separate: il corpo e la mente. La riunificazione di queste due parti di noi, attraverso l’attenzione a respiro, porta all’equilibrio psicofisico, cioè al benessere, dell’uomo. Questo accade perché grazie alla presenza consapevole della mente nel corpo, l’uomo nella sua totalità ha la possibilità di intuire, comprendere le reali potenzialità del proprio organismo, sperimentare le reali abilità come individuo e da qui diviene capace di sviluppare pensieri propri, indipendenti che lo possono, in un certo senso, liberare dalle catene di principi di massa talvolta aberranti, da dogmi religiosi, politici, sanitari, istituzionali, sociali…

Si inizia così a sviluppare un sano individualismo.

Il respiro consapevole diventa il mezzo fondamentale attraverso cui l’essere umano può profondamente migliorare la propria vita. A livello fisico, essendo l’ossigeno l’elemento primario alla sopravvivenza, se lo portiamo in profondità attraverso le specifiche tecniche pranayama, possiamo notare nell’immediatezza il destressamento del sistema nervoso ed il potenziamento del sistema immunitario.

In pratica è come se stessimo asfaltando la superstrada del nostro organismo in direzione diretta verso l’auto-guarigione, intesa come capacità dell’organismo di eliminare le tossine e le scorie. 





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