Abbiamo bisogno più che mai di dare ascolto a Thoreau, tanto evocato in film come L’attimo fuggente o Into the Wild” scrive l’illustratore di “Thoreau” all’inizio del volume a fumetti pubblicato di recente da Edizioni Lindau. Se non conoscete l’autore di “Walden – Vita nel bosco“, allora l’estratto che segue è un buon modo per iniziare, se al contrario ne siete degli estimatori, allora lo ritroverete più vivo che mai in questa nota di Maximilien Le Roy che apre la graphic novel.

“In Europa il nome di Thoreau non dice granché alle orecchie dei più. È noto principalmente negli ambienti politici e militanti, e per una buona ragione: Henry David Thoreau è riconosciuto come il padre della disobbedienza civile, quell’istanza individuale e potenzialmente collettiva che mira a contestare il potere di un decreto o di una legge ritenuti illegittimi e autoritari, rifiutando di obbedirvi.

Più concretamente, Thoreau si oppose alla schiavitù allora in vigore negli Stati Uniti, così come alla guerra che combattevano contro il Messico. Per questo il suo nome è vittima di semplificazioni perlomeno dannose: viene infatti immancabilmente etichettato con gli aggettivi di «pacifista» e «nonviolento»; e il ritratto che se ne fa è quello di un pensatore serafico… se non addirittura innocuo. Ma davvero si può dare del «tenero sognatore» a colui che voleva ordire «complotti contro lo Stato» e «far saltare» il «sistema»?

(…)

Benché i nomi illustri non siano di per sé garanzia di autorevolezza, citiamone comunque due: il Mahatma Gandhi scoprì l’opera di Thoreau quando era in carcere e ne fece il suo «maestro»; Martin Luther King, dal canto suo, dichiarò di aver messo in pratica gli insegnamenti del filosofo nel suo impegno contro la segregazione razziale nei confronti degli afroamericani.

Ecologisti, ambientalisti, antimilitaristi, altermondialisti, sostenitori della decrescita, anticolonialisti, libertari… sono tanti gli irriducibili e i ribelli di ogni genere che hanno visto negli scritti di questo americano nato nel 1817 le armi per lottare contro molteplici forme di oppressione e di ingiustizia.

(…)

Thoreau insorse contro le oppressioni e gli asservimenti del suo tempo e, come altri prima di lui, issò la sua bandiera con le parole: la bandiera di chi va controcorrente lungo strade alternative. Quando la vita di un individuo si lega in modo così indissolubile al suo pensiero, il registro biografico permette di aprire cantieri e possibilità esistenziali. Interpretato da un punto di vista filosofico, politico e artistico, può rappresentare un riferimento sempre attuale per la nostra epoca.

La biografia non sostituisce la conoscenza diretta dell’opera, ma è una sorta di zattera teorica verso orizzonti pratici. Di conseguenza, Thoreau conserva, intatta, tutta la sua carica sovversiva. Contro la mercificazione sempre più accelerata delle società e degli uomini che le costituiscono, contro un produttivismo e una crescita sfrenati, contro il regno di un’oligarchia sulla scena democratica, contro lo strapotere del capitale e della finanza sull’indipendenza e la sovranità dei popoli, contro le espansioni imperialistiche rinnovate nella più totale impunità, l’opera di Thoreau ha sempre qualcosa da fare.

Indignarsi ormai non basta più
.”

Una tavola tratta da Thoreau, Una vita disobbediente – Edizioni Lindau





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