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Doel è una piccola cittadina situata nella parte nord-occidentale del Belgio, in una zona di palude bonificata vicino al confine olandese. La distanza dal porto di Anversa è di un viaggio in traghetto e, nonostante Doel sia un villaggio piuttosto piccolo, il suo cielo è famoso in tutti i Paesi Bassi per ospitare una centrale nucleare con due torri di raffreddamento giganti.

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Non sapevo molto di questo villaggio e su internet le informazioni non sono troppo soddisfacenti così, in una fredda ma assolata domenica di ottobre, ho deciso di andare a vedere con i miei occhi cos’è successo in questo paesino che sta per essere ricoperto dall’acqua contro il volere dei cittadini che sono stati espropriati delle loro case e della loro città.

Già all’inizio degli anni Sessanta il porto di Anversa, in continua espansione, occupava la zona portuale disponibile sulla riva destra del fiume Scheltd, così la Antwerp Port Authority ha iniziato a costruire una vasta rete di bacini, canali di interconnessione e dighe sulla riva sinistra, a sud di Doel. Nei primi anni ‘70, l’Autorità Portuale, ignorando le proteste degli agricoltori e degli abitanti del villaggio ha cominciato a espropriare le case nei villaggi circostanti, sacrificando così le comunità rurali per gli interessi industriali ed economici.

Su decisione del governo fiammingo, un’espropriazione massiccia è iniziata nel 1999 quando la città contava ancora un migliaio di abitanti.

Ora a 13 anni dall’inizio dell’esproprio ufficiale del villaggio, Doel è diventata una città fantasma, le strade sono deserte e quasi tutte le case sono abbandonate.

Così, nonostante l’opposizione del comitato di sostegno “2020 Doel”, il villaggio verrà probabilmente sepolto dall’acqua per consentire l’ampliamento del porto di Anversa. Il comitato Doel 2020 ha cercato sin dall’inizio di fare chiarezza sulle vicende cercando di difendere i diritti dei cittadini e sottolineando l’importanza storica e culturale di uno degli ultimi paesi rimasti sulla riva del fiume Scheltd poco lontano dal mare.

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Oggi, ci sono ancora alcune case abitate o squattate ma non sono più di una decina. L’atmosfera da città fantasma prevale quindi sulla ridotta attività: un bar aperto nei week end per i turisti, una navetta mezza vuota che raggiunge il villaggio due o tre volte al giorno e qualche pattuglia di polizia che sorveglia il villaggio disabitato.

L’atmosfera è davvero particolare e agghiacciante, la maggior parte delle case sono aperte e questo paesaggio vicino alla desolazione, è diventato la patria dei writers che da anni riempiono di colore le pareti della città abbandonata.

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Le controversie che animano questo villaggio sono diverse e si riflettono nell’atmosfera cupa che sembra però non volersi arrendere all’oblio. Molte case sono aperte e anche se sono già state visitate dagli sciacalli rimangono alcuni mobili, decori ed oggetti come giochi di società, giornali e calendari che riportano l’idea di una fuga rapida e obbligata.

Ciò che rimane ancora da capire è se Doel verrà davvero rasa al suolo o meno, negli ultimi anni, a causa della mancanza del governo in Belgio, il problema è stato accantonato e il gruppo di attivisti Doel 2020 lotta ancora per impedire la decisione del governo fiammingo e per riqualificare la zona. Nel frattempo la città può essere visitata e oltre ad essere la patria dei graffiti spesso si trasforma in set fotografici o in set per video musicali.

Ora sono i writers i veri protagonisti della città e le pareti esterne, e spesso anche interne delle case, si sono trasformate in una tela per gli artisti belgi e non.

Tra i numerosi writers che hanno marcato i muri di Doel la presenza più forte è quella di Roa con i suoi soggetti giganti in bianco e nero, Santos o Bue e di altri artisti piuttosto conosciuti: tra il coniglio, il gorilla e la mucca, e il villaggio è un punto di riferimento per gli amanti dei soggetti in grandi formati.

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È difficile esprimere le sensazioni che si provano passeggiando per le vie del villaggio: un misto tra malinconia e paura, sembra davvero che gli abitanti siano scappati pochi mesi fa e che il tempo si sia fermato. Entrare nelle case disabitate ma piene di graffiti, frasi e ricordi fa capire quanto le restrizioni e le leggi proposte dallo Stato possano invadere e violare la vita della gente. E poi pensi “ma dove sarà ora questa gente? Cosa ne pensa del villaggio della propria adolescenza che è ora un villaggio fantasma?”.

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Per il momento non è ancora chiaro quali saranno le sorti del villaggio e molto probabilmente rimarrà visitabile ancora per molti anni in quanto la decisione è puramente politica da parte del governo fiammingo senza alcuna sostanza giuridica.
La città risale a più di 700 anni fa, e contiene una piccola serie di edifici storici a fianco dei meno attraenti, oltre alla chiesa del 1852 in stile neo-classico riaperta nel 1998 dopo 14 anni di lavoro e un milione di euro spesi, ospita uno dei più antichi mulini in mattone del Belgio risalente al 1600 che rappresenta un ulteriore controsenso al fianco dei due giganti impianti di raffreddamento.

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Verso le sei di sera, il sole cala e le strade diventano sempre più tetre e fredde, il ritorno verso casa è fitto di pensieri e domande: perché evacuare una città se per 13 anni non si prendono decisioni sul suo destino? Perché abbandonare in questo modo un villaggio e cacciare le persone dal luogo della loro nascita senza nessun obiettivo certo? Come mi sentirei se la gente visitasse casa mia come ho fatto io con le case degli altri? È ancora possibile recuperare la situazione?

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Per il momento queste domande rimangono in sospeso ma posso dire che visitare questa città mi ha ricordato ancora una volta come lo Stato e il Governo in generale si inseriscano nelle vite della gente in molti casi solo per interessi politici ed economici, dimenticando i diritti dei cittadini che si sono trovati costretti ad abbandonare le loro case, in molti casi nuove e in buono stato per obbedire a un governo che non prende decisioni e che rende le persone pedine di un grande monopoli dove ciò che conta davvero sono solo i soldi e il mercato.

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