Succede nel 2019 e succede in un cratere sismico. Chi è al governo non vuole assumersi le proprie responsabilità in merito alle promesse mancate e impiega il tempo a mettere gli uni contro gli altri. Terremotati contro migranti, ultimi contro penultimi. Il gioco è sempre lo stesso, e si gioca sulla pelle degli indifesi: senza casa i terremotati, senza casa i migranti, li vogliono famelici intorno a un solo osso. Succede in Italia, un paese che ha vissuto il fascismo e l’emigrazione. Succede di nuovo in un posto dove noi abbiamo un’altra storia da raccontare. Raccontiamo la storia di gente venuta dal mare. Sapete cos’è la Brigata Meticcia? Tra le centinaia di persone che nel 2016 e 2017 sono venute nel cratere a dare una mano concreta ai terremotati del centro Italia c’erano anche decine e decine di richiedenti asilo, la “Brigata Meticcia”.

Per mesi questi nostri amici, tutti venuti dall’Africa sui barconi, hanno dato la loro solidarietà da Amatrice a Tolentino, da Arquata a Norcia, da Penne a Cellino Attanasio.

Hanno ricostruito stalle distrutte, hanno consegnato aiuti, hanno spalato la neve, hanno attraversato il cratere in lungo e in largo. Hanno messo a disposizione il loro “saper fare”, i lavori che facevano in altri paesi: muratori, falegnami, autisti. Loro, che oggi una casa non ce l’hanno più, l’hanno fatto perché sanno cosa significa perdere tutto da un momento all’altro, e l’hanno fatto insieme a noi. Nel frattempo molti politici circolavano per il cratere tra una passerella e l’altra, in campagna elettorale permanente, tra un selfie e una cena.

Questo è quello che noi viviamo e le parole del ministro della Paura che fomenta la guerra tra “poveri” pesano come macigni. Chi è al governo ha il dovere di risolvere i problemi, questo è quello che chiedono migliaia di terremotati. E giustamente i Comitati hanno reagito duramente: «Non partecipiamo alla guerra tra migranti e terremotati, che è una guerra tra poveri che non ci interessa. Noi abbiamo i nostri gravi problemi da risolvere e ci aspettiamo che il governo mantenga fede agli impegni presi coerentemente a quanto da loro stessi rimproverato ai precedenti governi. Non è stato varato nessun provvedimento che soddisfacesse le nostre richieste: sono state risolte solo piccole problematiche e difformità, ma nulla di importante e strutturale. Avevamo chiesto una zona franca per sostenere le piccole imprese e i lavoratori del territorio, avevamo chiesto un reddito di cratere. Ad oggi nulla è stato fatto. Siamo estremamente delusi, ma non ci arrenderemo». Noi c’eravamo e ci siamo ancora!

Progetto di ricerca Emidio di Treviri
Gruppo di lavoro multidisciplinare nato nel 2016 che porta avanti un’inchiesta sociale sul post-sisma del Centro Italia

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