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È grosso, è brutto e molto poco smart. Però la batteria dura moltissimo ed è circondato da un alone di mistero. Non ha un nome ufficiale: è noto semplicemente come “power bank phone” oppure “the big black phone” ed è il telefono che tutti vogliono in Ghana. Viene venduto a un prezzo che oscilla tra i 25 e i 40 dollari. Può ospitare 3 sim e la sua caratteristica principale è che può essere utilizzato come batteria esterna. Ovvero funziona come riserva energetica con cui ricaricare altri dispositivi in caso di emergenza. E questa funzione non è da sottovalutare in un paese dove le interruzioni della fornitura di elettricità possono durare fino a 36 ore.

Ma l’aspetto più interessante di questo telefono è la sua origine sconosciuta: viene commercializzato da differenti rivenditori sotto diversi brand. Eppure si tratta dello stesso identico apparecchio. La sua diffusione è dovuta alla più antica tecnica di marketing, il passaparola. E anche al fatto che, in modo economico, viene incontro alle esigenze del suo bacino di utenza. Il mercato tecnologico africano presenta delle caratteristiche tutte sue. In posti dove l’infrastruttura energetica è carente, avere prodotti all’ultimo grido come i nostri smartphone non è sempre utile. Al di là del prezzo, altri aspetti come la durata della batteria diventano davvero fattori discriminanti per il successo di un prodotto. Inoltre in Africa, come in tanti altri paesi in via di sviluppo, l’accesso a Internet avviene principalmente in mobilità, in quanto i computer sono ancora molto poco diffusi e la rete fissa praticamente inesistente.

Uno dei limiti per lo sviluppo delle nazioni africane è infatti la mancanza di infrastrutture. Ma negli ultimi 15 anni i dispositivi mobili hanno avuto una grandissima diffusione, rivoluzionando il modo di comunicare di gran parte della ragione subsahariana. Ancora nel 2002, in Paesi come Kenya e Ghana solo un decimo della popolazione era dotato di telefono cellulare. Oggi invece la telefonia mobile raggiunge più dell’80% degli abitanti. Solo una porzione minore è rappresentata da smartphone, tuttavia dove la rete lo permette, quella del mobile è la principale fonte di traffico verso il web. I servizi bancari online, inoltre, stanno crescendo molto. In Kenya, per esempio, il 61% dei possessori di telefono lo utilizza per ricevere o inviare denaro. Tutto questo rappresenta uno dei maggiori vettori per la crescita economica di queste nazioni.

L’esigenza di comunicare è fondamentale nella costruzione delle comunità umane. In paesi con carenze infrastrutturali, la creatività è spinta al massimo e le soluzioni più efficienti e meno dispendiose vengono premiate. Innovare significa produrre qualcosa di utile e che può migliorare o, almeno, semplificare, la vita delle persone. Se, forse, nel nostro occidente “avanzato” ce ne stiamo dimenticando e la tecnologia si è piegata a esigenze consumistiche, in nazioni più arretrate il giusto strumento può davvero fare la differenza per le persone. Se infatti in occidente la scarsa durata delle batterie dei telefoni è poco più di un fastidio, in paesi come il Ghana uno strumento come il “Big Black Phone” fornisce una funzione essenziale. Anche in paesi dove la fornitura elettrica non è garantita, la comunicazione trova ormai i suoi percorsi alternativi per non essere interrotta.





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