Keith Richards nella sua vita ha sperimentato, per sua ammissione, ogni tipo di sostanza

Nel corso di una recente intervista Keith Richards, il mitico chitarrista dei Rolling Stones, giunto all’età di 75 anni e sempre più intenzionato a intraprendere un percorso “virtuoso” che lo aiuti a preservare la propria salute, si è prodotto in alcune considerazioni che sicuramente non mancheranno di fare riflettere. Keith ha infatti detto che nel suo percorso “salutista” smettere di fumare si sta rivelando un’impresa perfino più ardua di quanto non lo sia stato chiudere con l’eroina e con l’alcol e a questo proposito ha citato le parole pronunciate a suo tempo da Lou Reed che aveva dichiarato come chiudere con la nicotina fosse stato più difficile che con l’eroina.

Una riflessione intorno alle conseguenze dell’uso del tabacco oltretutto s’impone alla luce dei molti studi che gli riconoscono una pericolosità perfino superiore a molte sostanze ritenute illegali.
Stando alle conclusioni del “Global statistics on alcohol, tobacco and illicit drug use: 2017 status report”, un rapporto pubblicato sulla rivista Addiction da un team di ricerca internazionale e basato sui dati provenienti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dalle Nazioni Unite e dall’Institute for Health Metrics and Evaluation, le più grandi minacce per la salute umana sarebbero il tabacco e l’alcol, molto di più di quanto non lo siano le droghe e le sostanze illecite.

Il rapporto che mette in relazione malattie, disabilità e morti premature a livello mondiale per quanto concerne l’anno 2015 e calcola il costo in termini di anni di vita persi, evidenzia come nel periodo preso in considerazione la principale minaccia sia stata rappresentata dal tabacco con un totale di 170,9 milioni di anni di vita persi, seguito dal consumo di alcol con 85 milioni di anni di vita persi e dall’abuso di droga con 27,8 milioni di anni.
Naturalmente a incidere su questi dati contribuisce il fatto che ben il 15,2% della popolazione mondiale sia un fumatore abituale di sigarette, mentre la percentuale di soggetti che abitualmente consumano droghe e sostanze illecite risulta essere di gran lunga inferiore. Ciò non toglie che comunque il tabacco, pur essendo una sostanza di cui è legale la vendita e il consumo, rappresenti una minaccia fatale per la salute umana e una pratica dalla quale è assai difficile “disintossicarsi”, per tutta una serie di ragioni addirittura più difficile, come racconta Keith Richards, di quanto non lo sia abbandonare le droghe pesanti.

Fonti: Independent Scientific Committee On Drugs, The Lancet 2010

Secondo uno studio condotto dal professor David Nutt dell’Università di Bristol e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet, il tabacco e l’alcol risultano essere fra le dieci sostanze più nocive per l’individuo e la società. Lo studio in oggetto non si focalizza esclusivamente sulla pericolosità delle sostanze ma anche sulla dipendenza che esse generano e sulla pericolosità sociale di chi le assume. All’analisi dei risultati hanno contribuito psichiatri specializzati in dipendenza da sostanze e ufficiali giudiziari o di polizia con comprovata preparazione scientifica.
Il tabacco costituisce la concausa del 40% di tutti i ricoveri ospedalieri, mentre all’alcol viene attribuita oltre la metà delle emergenze da pronto soccorso e un altissimo grado di pericolosità sociale, secondo solamente a quello dell’eroina. Il tabacco crea una fortissima dipendenza, seconda solamente a eroina e cocaina.
Nella classifica delle sostanze più nocive l’alcol ed il tabacco (entrambi legali) figurano rispettivamente al quinto e al nono posto, mentre ad esempio la cannabis, il cui consumo è vietato rigorosamente in molte parti del mondo, viene classificata all’undicesimo.

Alla luce di queste considerazioni dovrebbe essere evidente come si renda necessaria una profonda rivisitazione concernente le sostanze ritenute legali e illegali. Nel ritenere legale o illegale una sostanza occorrerebbe infatti tenere conto della sua pericolosità per la salute umana, del suo impatto sociale, della sua capacità di creare dipendenza, della sua potenzialità di diffusione e non solamente dei retaggi culturali preesistenti e degli interessi delle grandi multinazionali che costruiscono profitti miliardari sulla pelle dei “consumatori”.

Il tabacco uccide più di qualsiasi altra sostanza, viene consumato in maniera più diffusa di qualsiasi altra sostanza, crea dipendenza in chi lo consuma allo stesso livello delle droghe pesanti, per quale ragione la sua produzione e il suo consumo vengono considerati legali, mentre di contro sostanze come la cannabis (assai meno pericolose o addirittura in grado di ridurre la dipendenza da nicotina) vengono bandite senza appello in qualità di droghe pericolose da estirpare senza pietà?

Fonti: Drug Enforcement Administration, National Institute on Drug Abuse, Centers for Disease Control and Prevention

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