hofmann_albert4_medAeroplani di Jefferson alla ricerca di Bianconiglio e inviti a irrompere nell’altra dimensione, nebbie purpuree e cieli di marmellata, lati oscuri della luna e autobus magici: ad avere avuto 20 anni nel 1965, l’impressione sarebbe stata quella di una partenza imminente, destinazione altrove, e un biglietto in mano imbevuto di LSD pronto a farti decollare. Ci avresti potuto credere, a guardarti intorno.
Ma il grande viaggio era cominciato molto prima.

Il 19 aprile del 1943 esplode l’insurrezione nel ghetto di Varsavia. E’ il giorno in cui si onora la Pasqua ebraica, festa della libertà e di un mondo nuovo, in mezzo a macerie e orrori e follie e totalitarismi di cui si inizia a intravedere la fine.
Pochi giorni prima (il 16 aprile), nei laboratori svizzeri della Sandoz, un giovane chimico scopre la connessione tra il mondo materiale e il mondo spirituale: un collegamento racchiuso in un’essenza, in cui incappa mentre studia l’ergot e i suoi alcaloidi, il fungo parassita della segale cornuta.
L’ergot è un mistero che dall’antica Grecia a oggi non ha perso fascino e potenza. Se ne trovano tracce nei riti di Eleusi, nelle visioni mistiche medioevali, nelle persecuzioni contro le streghe e i poteri delle erbe – quando il trentasettenne Albert Hofmann assorbe involontariamente una goccia della variante B025, è come se sollevasse la coperta sotto la quale è nascosta la storia esoterica degli esseri umani, fatta di essenze e saperi.
La conferma la ottiene qualche giorno dopo, “il giorno della bicicletta”, quando assume una dose irrisoria della sostanza, 25 milionesimi di grammo per un viaggio nella mente del pianeta: aggrappato alle visioni indotte dall’alcaloide principale dell’ergot, la dietilamide dell’acido lisergico o LSD, il chimico svizzero si riconnette con la memoria trascendentale dell’umanità, si riappropria di canali non utilizzati da secoli per comunicare con Madre Natura e, tramite lei, con se stesso e l’universo.
Si rende conto di avere tra le mani uno strumento formidabile, in grado di modificare in modo profondo gli stati di coscienza, una sostanza- microscopio le cui lenti sono puntate al cuore dello spirito, una sonda emozionale capace di sprofondare negli abissi dell’estasi e dello stupore, una volta davanti alla verità.
Una sostanza così potente da destrutturare le nostre certezze coatte e il nostro “io” per farci assaporare ciò che abbiamo perso, quando abbiamo deciso di interrompere il rapporto di mistero e devozione che ci legava alle essenze più intime del pianeta. Saperi e conoscenze gettati nel dimenticatoio, culture e tradizioni e segreti bollati come frottole, in una folle corsa al progresso costellato di divieti e proibizioni.
L’acido lisergico è il diritto di esplorare nuovi concetti, nuovi significati, di compenetrare la coscienza e di oltrepassarla, di sperimentare se stessi e le proprie capacità, di ricongiungerci al sacro per rinascere individui nuovi, rinnovati e modificati, il diritto alla conoscenza. Una farmacologia dell’estasi.
Racconta Eraclito: “… ho bevuto il ciceone/ ho indagato me stesso…” – dall’ergot all’ergot, dalla Grecia del 1500 a.C: all’Europa del XX° secolo, passando di necessità e meraviglia attraverso bisogni spirituali, nuovi umanesimi, sostanze: la scoperta dell’acido lisergico travolge e suggerisce nuove ipotesi, nuove curiosità, nuove esplorazioni.

Hofmann da chimico e scienziato diventa alchimista e etnobotanico, e parte alla ricerca di segni, tracce, passaggi, testimonianze, e durante il suo lungo viaggio incontra le personalità più svariate, da Robert Evan Schultes a Roger Heim, emissari spaziali al posto giusto nel momento giusto: uno per tutti, Gordon Wasson. Se Albert Hoffman è il sommelier degli dei, Wasson è l’assaggiatore.
Con lui intraprenderà il cammino per arrivare a definire l’essenza dei miti Eleusini, uno dei momenti spirituali e misterici più importanti del mondo classico, riti durante i quali veniva somministrata una bevanda psicoattiva molto potente, capace di alterare gli stati di coscienza delle persone coinvolte, e i nomi più importanti sono Socrate, Platone, Eraclito, Pericle – il sacro kykeon o ciceone, contenitore della pozione magica, in cui verranno trovate tracce di segale cornuta.
Un ciclo che si chiude congiungendo partenza e arrivo, dove la partenza è l’arrivo e viceversa, come in una magica spirale che trova capo e coda, e nel suo vortice passano girano e si inseguono l’ergot, l’acido lisergico, il teonanacatl, la salvia divinorum, e altre decine di piante e essenze enteogene, ognuna interpretata e conosciuta per arrivare in fine a una Eleusi qui-e-ora: “l’istituzione base da cambiare è il cuore dell’individuo”, e a questo tendono gli studi di Albert Hofmann, alla nascita di un nuovo umanesimo, basato sul pacifismo, l’ecologia, il rispetto dell’uomo.

Con Wasson diventa uno dei più importanti emissari del mondo occidentale presso culti e riti antichissimi, e dopo la sintesi chimica della psilocibina, confermata in persona da Maria Sabina, arrivano a incontrare la “hierba Maria”, la “ska Pastora”, la “ska Maria Pastora”: la salvia divinorum, che nell’etimologia popolare mazateca mantiene i riferimenti con la figura di Maria della tradizione cristiana.
“Maria Pastora ti può portare fino a Dio, e questo può spaventare. E’ l’esperienza più simile alla morte che si possa fare”.

Il 12 luglio 1961 Gordon Wasson sperimenta, primo occidentale documentato, coppie di foglie in un infuso. L’anno successivo lo sciamano Natividad Rosa consegna a Hofmann e Wasson una pianta da portare in Europa. L’alone magico e misterico che circonda i due ricade anche sulla storia botanica della salvia: e ancora oggi sono in molti a pensare che gli esemplari giunti fino ai nostri giorni siano cloni o talee di quella prima pianta.

Mentre l’avanguardia artistica e medica studia e ricerca, e discute di allucinogeni o psichedelici o enteogeni, in discreti salotti ovattati personalità e intellettuali come Aldous Huxley, Humphrey Osmond, Robert Graves, Ernst Junger sperimentano le essenze degli dei in modi esoterici, dalla mescalina ai funghi psilocibinici all’acido lisergico, ricalcando le iniziazioni del passato, moderni alchimisti al riparo da occhi indagatori, carbonari delle essenze e insieme tutori di un sapere da non divulgare a tutti: una setta segreta di psiconauti colti e massoni.
Ma l’impatto devastante dell’LSD non poteva rimanere al chiuso di laboratori e luoghi protetti, e le strade del mondo occidentale vengono invase da cartoncini, zollette, liquidi, cristalli, micropunte, tutti a base di LSD, e al loro seguito si lanciano migliaia di giovani, hippies, freaks, artisti e camionisti, meccanici e intellettuali, psicanalisti hollywoodiani e docenti universitari. La rivoluzione psichedelica ha vita breve e intensa e non sarebbe potuto essere diversamente: in pochissimo tempo crea e consegna eroi e miti alla storia, personaggi bizzarri e strampalati e geniali e cazzoni, da Ken Kesey e il suo “magic bus” con acid test annesso, a Stanley Owsley III, il miglior fabbricatore di acidi degli Stati Uniti a detta dello stesso Hofmann, nani e buffoni, artisti e inventori, e segna in qualche modo il tentativo di cambiare il mondo partendo da se stessi, mettendosi a nudo di fronte all’universo e i suoi significati.
E se i numi tutelari del segreto sono Albert Hofmann e i circoli esoterico-intellettuali europei, a capo della rivoluzione psichedelica planetaria c’è la trimurti di Harvard, i “mad doctors” Timothy Leary, Ralph Metzner e Richard Alpert, e dietro di loro Allen Ginsberg, Jerry Garcia, i Beatles e Terence McKenna: e lo sfondo che unisce cielo e terra sono i cinquecentomila di Woodstock.

Marcello Baraghini (dir. responsabile Dolce Vita numero 0) e Albert Hofmann a Milano nel 1993

 

“Tune in, turn on, drop out”: un’epopea selvaggia e passionale di autosperimentazioni, con la cultura della droga in primo piano, attenta come non mai a trovare e appropriarsi di nuovi serpenti da cavalcare, perché una volta introdotto l’acido, niente sarà più come prima. Allargare l’area della propria coscienza diventa l’obiettivo più importante di un’intera generazione. Un’esplosione di colori, suoni, viaggi, visioni, curiosità, arte e rivolta, con tutti i sensi sollecitati e coinvolti, come se le antenne e l’energia dei giovani avessero trovato la presa giusta in cui infilarsi per connettersi con le vibrazioni del pianeta.
“La rivoluzione non è un pranzo di gala”, lo abbiamo imparato, ma questa avrebbe potuto esserlo. Dopo i fasti e le stravaganze e gli eccessi, lascia anche sul terreno disarcionamenti micidiali, cervelli bruciati, processioni in India nel tentativo di ricomporre anima e neuroni e voli planetari interrotti bruscamente. Gli hippies sono stati i bianchi privi di avidità delle profezie indiane, “la reincarnazioni degli indiani caduti”, e come gli Hopi sono stati sterminati ma non sconfitti: armati di sogni, amore e LSD hanno assaltato il cielo e qualcuno è rimasto tra le nuvole, agganciato per sempre a visioni ineffabili.
Tra viaggi e terapie psichiatriche, in mezzo a lotte furenti e magnifiche esperienze, incomprensioni e sostenitori accaniti, a 70 anni dalla sua scoperta l’acido lisergico è più vivo che mai, e la rinascita psichedelica di fine secolo non fa che dimostrarlo. Una rinascita e non una rivoluzione, dai toni più morbidi e liquidi, che tenta di recuperare storia e errori per non ripeterli, dai teknival ai trance-party fino agli psiconauti domestici e alla riscoperta di sostanze come il DMT o la mescalina e l’ayahuasca e i funghi psilocibinici, tutti tesi alla ricerca dell’enteogeno perfetto.

Un “bambino difficile” che continua a dare fastidio nel suo tentativo di diventare un “bambino di speranza”, e un papà ancora vivo e vegeto: l’augurio migliore che possiamo portare al prossimo compleanno, il centesimo, del gentile alchimista svizzero.
Per festeggiare degnamente questa lunga avventura, la Gaia Media Foundation, con sede a Basilea, città di liberi pensatori e illuminati cervelli, organizza un simposio dal titolo “LSD: tre lettere che cambiarono il mondo”, dal 13 al 15 gennaio 2006. Tre giorni di riflessioni, i cui temi principali sono racchiusi benissimo dai titoli degli incontri: “From the plants of the Gods to LSD”, “The Ecstatic Adventure” e “New dimensions of consciousness”. Una panoramica sulle questioni e le soluzioni che sono discusse da anni, tutte legate in qualche modo alla scoperta di Albert Hofmann, e i cui relatori, tanto per fare dei nomi, sono personaggi quali Ralph Metzner, Stanislav Grof, Jonathan Ott, Alex Grey, Alexander T. Shulgin, Carl P: Ruck, John Dunbar e Eric Burdon, oltre a Albert Hofmann, naturalmente.
“La realtà è magica quanto la magia è reale”: happy birthday, mister Hofmann, messaggero di una nuova speranza che dimora in noi fin dalla nascita – la risposta alla vita è l’uomo, con i suoi bisogni spirituali, le sue potenzialità, i suoi desideri, i suoi sogni. Grazie per avercelo ricordato.
(Le citazioni sono, in ordine, di Richard Alpert, Timothy Leary, Mao Tse Tung, Alce Nero, Ernst Junger).

2014-02-27 11.42.10 amIl simposio si terrà presso il Convention Center, Masseplatz 21, Basilea, e i biglietti sono suddivisi in tre categorie: “Permanent Pass” 280 euro, “Two Days Pass” 220 euro, “One Day Pass” 120 euro. Per informazioni su aerei, hotels, biglietti, booking e qualunque argomento legato al simposio, contattare il sito www.lsd.info o la Gaia Media Foundation: The Spirit Of Basel .

Massimiliano Narciso WIPE OUT STAFF





Leave a Reply

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.