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Il nostro terzo seminario si è tenuto dal 3 al 7 settembre. Dopo l’esperienza del 2006, dedicata ai dettaglianti britannici nel mese di aprile e a quelli francesi nel mese di settembre, quest’anno abbiamo deciso di invitare i negozianti italiani. Grazie a Italgrow e Indoorline, nostri distributori, abbiamo stilato e spedito un elenco di probabili partecipanti: alcuni erano titolari GHE di lunga data, altri erano grandi aziende con molti negozi e un enorme potenziale, altri ancora erano esordienti o proprietari di piccoli esercizi di diverse aree d’Italia. Nondimeno, erano accomunati da due caratteristiche: essere rivenditori dei prodotti GHE e nutrire un forte interesse per le piante e l’idroponia.

Come per i primi due seminari, desideravo che l’occasione offrisse una formazione completa sui fondamenti della coltura idroponica e un’introduzione all’idroponia biologica. Allo stesso tempo, volevo che i miei ospiti trascorressero dei momenti piacevoli, mangiassero nel migliore ristorante gourmet della regione, godessero della bellezza della campagna e si rilassassero. In breve, che facessero una vacanza istruttiva ma spensierata.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi e alloggiati in strutture diverse: l’uno in un grazioso casale campestre del sud-est francese, l’altro in una canonica del Cinquecento. Ambedue gli edifici sono stati convertiti in incantevoli e confortevoli B&B, con una piscina e un lago in cui nuotare dopo una giornata di lavoro, e riservati esclusivamente agli iscritti affinché si sentissero a casa.

Gli ospiti sono arrivati la sera di un lunedì dello scorso settembre: Ferdinando di Natural Mystic (Carpi), Marco di Bottega della Canapa (Cesena), Gennaro di Hemporium (Roma), Marco di Campo di Canapa (Firenze), Cristina di Fumerò (Napoli), Luca di MCK (Livorno), Gabriele di Druid-X (Torino), Emanuele di New Energy, Ambu di Hempatia (Sardegna), Michele di Green Town (Milano), Marco e Laura di Natural Mystic (Perugia), Riccardo di OM Strade (Venezia), Romi di Hempatia (Isola d’Istria), Oscar di Hemp-orio (Cordenons) e, naturalmente, Enzo e Riccardo di Indoorline e Andrea di Hempatia Central. Diciotto partecipanti più Ysabelle, la nostra indispensabile ed efficientissima interprete accompagnata dalla figlia, la piccola e adorabile Marina.

Il seminario si è svolto nei giorni di martedì e mercoledì, articolandosi in quattro sessioni complessive dirette da William Texier, manager della serra e direttore di R & D da più di vent’anni. William è estremamente aggiornato in materia di idroponia e nutrimento per piante e deve la sua formazione chimica al Dott. Cal Herrmann, nostro amico e partner, che fu capochimico presso il Dipartimento di Purificazione dell’Acqua della NASA per tredici anni. Inoltre, egli è l’inventore della bioponia e, in quanto tale, ha potuto ragguagliare l’uditorio circa questa tecnica e il suo straordinario meccanismo.

Le due giornate sono state caratterizzate da conferenze e discussioni su argomenti vari: i nostri nutrienti e sistemi, la coltura idroponica in generale e, naturalmente, la bioponia. Gli incontri sono stati inframmezzati dalla presentazione di prodotti, domande, risposte e commenti. La sala ha spesso echeggiato di risate.

William ha aperto i lavori fornendo delle informazioni elementari, ma essenziali, sugli organismi vegetali e l’idroponia (esigenze nutritive, acqua, temperatura e ossigeno, ventilazione e umidità, luce ecc.) e, aspetto più importante, sulla prevenzione, una pratica che i coltivatori, soprattutto i principianti, trovano spesso difficile da gestire. Ha poi sottolineato come una coltura idroponica fruttuosa si basi su pochi, ma fondamentali, parametri e un valido controllo preventivo. La differenza tra due coltivazioni sarà molte volte determinata dai diversi livelli di prevenzione adottati.

2015-04-24 10.06.42 amEsigenze della pianta e parametri primari di crescita
Per essere fruttifere e svilupparsi correttamente, le piante necessitano di un nutrimento adeguato, una soluzione nutritiva equilibrata e ben ossigenata e della giusta temperatura, luce e umidità.
Di cosa si nutrono le piante?
Come gli essere umani, le piante hanno bisogno di nutrimento: esse si alimentano di luce, aria, acqua e sostanze nutritive che assorbono principalmente attraverso il sistema radicale. Per una crescita equilibrata 2015-04-24 10.06.49 amsono indispensabili sedici elementi basilari, distinti in non minerali e minerali.
Gli elementi non minerali sono tre: idrogeno (H), ossigeno (O) e carbonio (C), presenti nell’aria e nell’acqua. Durante il processo di fotosintesi, gli organismi vegetali utilizzano l’energia solare per trasformare il biossido di carbonio (CO2: carbonio e ossigeno) e l’acqua (H2O: idrogeno e ossigeno) in amidi e zuccheri.

Per crescere e propagarsi, le piante assimilano il nutrimento sotto forma di tredici elementi minerali 2015-04-24 10.07.04 amclassificati come primari (i più usati), secondari, microelementi e micro, ossia elementi in traccia impiegati in quantità minimali. Se l’organismo vegetale è coltivato nel terreno, questi sono dissolti nell’acqua e assorbiti dalle radici; tuttavia, non sempre essi sono presenti in quantità sufficiente nel suolo, e sono pressoché assenti nell’acqua di coltura. Pertanto, è necessario integrare o arricchire la soluzione nutritiva con sostanze complete, di buona qualità e adatte alla durezza (o dolcezza) dell’acqua per evitare uno squilibrio 2015-04-24 10.07.15 amnutrizionale.

Domanda: Gli elementi in traccia sono davvero importanti?
Risposta: Sì, molto. Ciononostante, i nutrimenti per piante ne sono spesso privi, perché essi sono alquanto costosi e non tutti i fabbricanti compiono lo sforzo di includerli nelle sostanze prodotte.

Grazie all’idroponia, gli scienziati hanno potuto determinare le esigenze nutrizionali degli organismi vegetali eliminando diversi elementi dalla loro dieta, osservare la manifestazione di carenze e stabilire l’importanza di un elemento specifico nel regime alimentare dell’organismo vegetale. Così facendo, si è chiarito che i micro-elementi, anche in quantità minime, sono essenziali per la crescita di una pianta sana. Idealmente, questi dovrebbero presentarsi in forma di chelati, la forma tamponata dei micro.
Poiché gli organismi vegetali estraggono il carbonio, l’idrogeno e l’ossigeno dall’aria e dall’acqua, il processo di assimilazione è difficilmente controllabile nella coltivazione all’aperto. Tuttavia, se la coltura è realizzata in un ambiente chiuso, è possibile regolare le condizioni garantendo alle piante una corretta illuminazione, ventilazione e temperatura.

Una soluzione ben ossigenata e la temperatura.
Nell’idroponia, il livello di ossigeno della soluzione nutritiva è il parametro chiave: se la temperatura è gestita correttamente, è possibile dedicarsi alla coltura idroponica con tranquillità. Quando la temperatura è troppo bassa, il metabolismo delle piante rallenta enormemente; quando è troppo alta, l’ossigeno indispensabile per l’assorbimento radicale viene disperso e le radici soffocano fino a morire.

Il livello di ossigenazione oscilla con la temperatura: il grado di calore ottimale per la conservazione del giusto valore di ossigeno è 18-22°C. In un ambiente controllato, la maggioranza dei sistemi idroponici funzionerà correttamente; tuttavia, se l’impianto non è ben progettato, l’incremento della temperatura causerà dei problemi. Quando il grado di calore è eccessivo, si verificano tre fenomeni:
• la quantità di ossigeno diminuisce lentamente;
• le esigenze di ossigeno della pianta aumentano sensibilmente;
• le radici della pianta emettono un gas, l’etilene, che indica la sofferenza dell’organismo vegetale e invita i patogeni ad aggredirlo.

Domanda: Dunque, quando la coltura è effettuata in condizioni di clima caldo, un corretto livello di ossigeno permette di coltivare ciò che si vuole anche se la temperatura è molto elevata?
Risposta: Sì, ed è quello che facciamo nella nostra serra, dove la temperatura raggiunge anche 48°C. Nondimeno, adottiamo delle misure preventive proteggendo le radici con organismi viventi, miceti e batteri che popolano la nicchia ecologica dei funghi ed emettono delle particelle che li uccidono. Per approfondimenti sull’argomento, si rimanda all’articolo “Idroponica in estate”, pubblicato nella sezione “Risorse” del sito Web www.eurohydro.com.

Luce, umidità e ventilazione
Un’illuminazione adeguata è certo fondamentale per gli organismi vegetali. Quando comprano delle lampade, i principianti tendono a pensare in termini di lumen mentre, in realtà, le piante percepiscono solo un tipo di luce, ovvero le PAR (Radiazioni Fotosinteticamente Attive). Quando si acquista una lampada, dunque, è buona regola confrontare anche gli spettri PAR.
Nell’idroponia, l’umidità è un parametro primario, ma spesso trascurato. I livelli richiesti variano, ovviamente, da organismo a organismo, ma la percentuale deve essere in genere pari a 60-70%. Per mantenere il giusto grado di umidità è indispensabile un valido sistema di estrazione dell’aria e di ventilazione, adeguato all’ampiezza dell’area coltivata e regolato in base all’ambiente di coltura. A volte è difficile effettuare una corretta regolazione: in estate, per esempio, è necessaria una buona aerazione per ridurre la quantità di vapore acqueo; in inverno, quando si vuole mantenere una temperatura più elevata, si riduce la ventilazione ottenendo, perciò, una quantità eccessiva di vapore acqueo.

Livelli scorretti di umidità provocano la deformazione delle foglie, spesso erroneamente scambiati per una questione di fertilizzazione. Se le foglie iniziano ad assumere una forma a V, la causa più frequente è da attribuire a un eccesso o insufficienza di vapore acqueo piuttosto che a problemi nutrizionali. La prima azione da intraprendere, dunque, è garantire il giusto grado di umidità.

Prevenzione
Prevenire è fondamentale. È ovviamente difficile distinguere i benefici della prevenzione, perché la sua azione non è concretamente visibile, eppure le piante restano in salute finché si adottano degli interventi preventivi; soltanto quando questi sono cessati si osserva la differenza, perché gli organismi vegetali si indeboliscono e si ammalano. La prevenzione riveste un’importanza speciale nella coltura idroponica.

Coltivare in idroponia è come guidare una Ferrari: il rendimento è straordinario, ma eventuali problemi si manifestano rapidamente. Sarebbe meglio, perciò, procedere nel modo migliore il più a lungo possibile: se la pianta viene aggredita, spesso è troppo tardi per salvare la situazione. Naturalmente si può reagire in fretta e cercare di invertire il processo, e il vegetale può rinvigorirsi; ciononostante, il tempo perso sarà ormai irrecuperabile e la pianta non darà mai il raccolto che avrebbe dovuto produrre inizialmente. Su scala minore, il medesimo fenomeno si verifica nella coltivazione su terreno, perciò, quando una coltura è molto malata, spesso suggeriamo di ricominciare daccapo invece di tentare di capovolgere il processo. Se le piante sono già nel ciclo della fioritura, sarà il momento di usare una soluzione adeguata per la fioritura tardiva (da non miscelare con PK 13-14), che darà alla pianta un segnale di fine del ciclo vitale e la indurrà ad aumentare la produzione prima di morire.

È indispensabile comprendere che i giorni più importanti nella vita di un organismo vegetale cadono nelle prime settimane, all’inizio del suo sviluppo, e determinano il successo della coltivazione. Scegliete sempre la genetica superiore per avviare la coltura nel modo migliore. Se utilizzate dei cloni, eliminate quelli deboli, anche se provengono dalla stessa madre: se questa è malata, i germogli derivati ereditano la stessa malattia; se è infetta da un patogeno, non necessariamente manifesterà i sintomi, che si osserveranno invece nei cloni. Procedete allo stesso modo con le plantule indebolite: impiegate soltanto le più robuste. Per questa ragione è preferibile avviare una coltivazione con un numero di piante superiore a quello richiesto.

Nell’idroponia, poiché l’acqua non ha la capacità di tamponamento del terreno, la maggioranza dei problemi deriva dalle radici. Dunque, controllatele accuratamente e con regolarità, ma non troppo spesso; per quanto possibile, cercate di non danneggiare le radici e le radichette, perché i patogeni sono ovunque e i corpi lesi sono più fragili. Il sistema radicale è aggredito da due miceti patogeni principali: Pythium e Fusarium. Il Pythium si riconosce dalle piccole macchie scure presenti sulla punta della radice; il Fusarium, invece, è una sostanza putrescente che si sviluppa lungo la radice. In entrambi i casi gli organi soffocano e muoiono.

Domanda: Come si interviene? Usando la radiazione UV?
Risposta: Assolutamente no. La radiazione UV rompe i chelati e provoca varie carenze. Inoltre, data l’alta velocità con cui la soluzione circola nei nostri sistemi, non sarà efficace. Nei grandi impianti commerciali sono impiegati metodi diversi, ma vi consigliamo, ancora una volta, di fare prevenzione utilizzando dei microrganismi viventi, batteri e miceti che colonizzano e proteggono il sistema radicale.

Prevenire significa impiegare delle cure precise. Ricordate che i patogeni sono ovunque, ma solo la pianta più debole si ammalerà. Innanzitutto, mantenete l’area di coltivazione il più pulita possibile. Cercate di conservare un ambiente costante ed evitate improvvise alterazioni dei parametri primari. Usate un nutriente completo e adatto alla durezza dell’acqua. E dall’inizio della coltivazione, non esitate a impiegare dei prodotti che stimolano il sistema immunitario della pianta, facilitano l’assorbimento di sali e proteggono la zona radicale.

Bioponia
Sono state poste molte altre domande sugli aspetti tecnici e pratici, le più ricorrenti delle quali hanno riguardato BioSevia e la sua modalità di impiego nella bioponia. Gli utilizzatori finali si stupiscono un po’ del concetto di idroponia biologica e i dettaglianti trovano difficile consigliarli adeguatamente.

La bioponia consiste nella creazione di un ambiente vivente nella zona radicale, usando l’acqua come substrato. Oltre a impiegare batteri e funghi che favoriscono la decomposizione di molecole più grandi, come avviene nel suolo, è ovviamente indispensabile utilizzare una soluzione nutritiva solubile adatta. Una volta capito questo, il resto è piuttosto semplice: basta seguire le nostre istruzioni e le tabelle di applicazione e non esitare a contattarci direttamente o interpellare i nostri consulenti tecnici via e-mail.

I negozianti possono certamente consigliare BioSevia per il terreno: il prodotto funziona magnificamente e dona, naturalmente, un sapore più delicato alle colture. È un nutriente biologico certificato per piante ed è consigliabile per coltivazioni biologiche più ampie, alimentate facilmente con l’irrigazione automatica in serre, campi e giardini.

Una visita alla serra, e l’assaggio dei pomodori ciliegino gialli coltivati con BioSevia, sono stati più convincenti di qualsiasi altro argomento. Il vivaio ha suscitato sorpresa e curiosità: William ha mostrato al gruppo diversi test e progetti in corso di realizzazione, quindi ha spiegato e descritto alcune delle numerose applicazioni dell’idroponia. I presenti hanno potuto osservare l’applicazione dei nostri prodotti, la coltura di straordinarie specie rare e da collezione o di piante medicinali di ogni continente, in tutto circa 240 varietà sane e splendide.

Il seminario è stato un vero successo. Al momento di partire, i partecipanti hanno affermato di avere trascorso delle bellissime giornate e aver appreso tante nozioni. Portavano via con sé un bagaglio di informazioni sull’idroponia e la sensazione che avrebbero potuto consigliare i clienti in modo molto più competente.

Nei prossimi anni organizzeremo altri incontri. Se sei un negoziante e desideri prendervi parte, contatta il tuo fornitore o invia una e-mail direttamente a info@ eurohydro.com.
In ogni caso, sarai informato attraverso gli organi di stampa. Nel frattempo, se sei un coltivatore e vuoi e saperne di più sull’idroponia, visita la sezione “Risorse” del nostro sito Web, ricca di interessanti e pratici articoli di approfondimento.

a cura di Noucetta Kehdi





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