Nell’ultima settimana, il Canada, insieme all’Oregon e allo stato di Washington negli Stati Uniti, è stato colpito dalla peggiore ondata di caldo che abbia mai interessato il paese, con conseguenze disastrose. A partire da venerdì, la polizia dell’area di Vancouver ha dovuto rispondere ad oltre 130 segnalazioni di morti improvvise dovute all’aumento della temperatura, e la cittadina di Lytton, centro abitato del British Columbia dove si sono rilevate le temperature più alte della storia canadese per tre giorni consecutivi, è stata distrutta da un incendio, conseguenza diretta dell’ondata di calore senza precedenti. Il fenomeno ha colpito principalmente le regioni interne del paese, dove sono stati raggiunti picchi di oltre 49 gradi, ben superiori ai 45 registrati a Vancouver qualche anno fa, mentre le aree costiere sono state interessate meno dall’evento, che ha riacceso, ancora una volta, la discussione sugli effetti del cambiamento climatico, particolarmente nell’area artica e antartica.

Secondo le prime ricerche, il repentino aumento delle temperature è dovuto a una cupola di alta pressione che ha deviato verso nord il percorso delle cosiddette “correnti a getto”, dei veloci flussi d’aria che tendenzialmente non colpiscono gli stati più settentrionali, ma molti studiosi sono comunque unanimi nel ritenere il riscaldamento globale uno dei principali colpevoli. La cappa di alta pressione è infatti riconducibile al costante aumento delle temperature a livello globale, che causa uno spostamento di aria calda verso l’alto, impedendo o deviando il passaggio di altre perturbazioni.

L’ondata di caldo ha causato diverse morti sia in Canada sia negli Stati Uniti. A Vancouver sono stati registrati almeno 25 decessi nelle ultime 24 ore, decessi che si aggiungono ai 40 già segnalati nei giorni precedenti, mentre a Portland (Oregon), che ha raggiunto la temperatura record di 47 gradi, e Seattle (Washington) sono stati, per il momento, segnalate una decina di morti, soprattutto anziani e soggetti già interessati da patologie pregresse. “Sono un poliziotto da 15 anni e non avevo mai visto una quantità tale di morti improvvise in così poco tempo” ha affermato il sergente Steve Addison di Vancouver, specificando come molte delle segnalazioni siano arrivate da persone che, recandosi a casa di parenti, li ha trovati deceduti.

Il fenomeno ha richiamato anche l’attenzione di Joe Biden, presidente degli Stati Uniti D’America, che ha ricordato che gli eventi metereologici di questo tipo sono spesso riconducibili al riscaldamento globale. “Qualcuno avrebbe mai creduto di accendere la televisione e vedere che c’erano 47 °C a Portland in Oregon? 47 °C. Ma non preoccupatevi: il riscaldamento globale non esiste perché è solo il frutto della nostra immaginazione” ha affermato Biden rivolgendosi sarcasticamente ai negazionisti del cambiamento climatico.





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