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Il potenziale della legalizzazione in Europa

Il potenziale della legalizzazione in Europa

Negli Stati Uniti la legalizzazione federale si avvicina sempre di più: dopo il More Act è stata proposta un’altra legge che ha ottime possibilità di diventare presto realtà. Dall’altro lato aumentano sempre di più gli Stati che si decidono a legalizzare la cannabis per uso medico o ricreativo. A giugno 2021 la Corte Suprema messicana ha imposto alla politica la legalizzazione della cannabis, che è già realtà, anche se il governo ora dovrà emanare delle leggi per regolamentare il fenomeno. 

E in Europa? Se l’è chiesto Barbara Pastori, direttrice delle strategie e dei dati di Prohibition Partners, gruppo di analisti britannici che da anni analizzano i diversi mercati internazionali, facendo il punto con un articolo apparso su Bezinga.

«È ancora indietro» scrive, sottolineando che: «Per ora, non c’è nessun paese dell’UE che permetta la produzione legale, la commercializzazione e il consumo di cannabis per adulti. Le cose, tuttavia, stanno cominciando a muoversi anche nel Vecchio Continente».

Il potenziale della legalizzazione in EuropaL’analisi europea parte dal fatto che: «Ci sono alcuni governi che stanno facendo i primi timidi passi verso una legislazione che permetta l’uso di cannabis per adulti (almeno in via sperimentale). Giugno ha visto due partiti politici in Portogallo presentare ciascuno proposte per la legalizzazione della cannabis per adulti». Ma anche altri Paesi come «Lussemburgo, Svizzera e Paesi Bassi hanno tutti approvato regolamenti per dare il via al processo di legalizzazione. In Svizzera e nei Paesi Bassi, le nuove leggi permettono l’avvio di progetti pilota in cui la cannabis può essere prodotta, importata e distribuita legalmente ai consumatori registrati. È probabile che questi progetti pilota saranno avviati, con prodotti sugli scaffali entro 1-2 anni. Questo renderà i due paesi i primi a permettere de facto una catena di approvvigionamento completamente legale per la cannabis per uso adulto».

Il riferimento al Portogallo riguarda due proposte di legge presentate in Parlamento. Entrambe le leggi hanno lo scopo di legalizzare la coltivazione, la distribuzione, l’acquisto, il possesso e il consumo di cannabis e derivati per l’uso ricreativo. Anche l’autoproduzione per uso personale sarebbe consentita se uno dei due progetti di legge fosse approvato, con un massimo di cinque o sei piante consentite (il Blocco di Sinistra propone cinque piante, Iniziativa Liberale ne propone sei).

Il potenziale della legalizzazione in EuropaEntrambi i progetti prevedono poi un limite alla quantità di cannabis che un individuo può acquistare in una sola volta, restrizioni per il consumo (non sarebbe consentito sul lavoro, nei luoghi pubblici al chiuso, in quelli destinati ai bambini, o sui mezzi pubblici, ad esempio) e poi limitazioni imposte dal governo alla vendita di prodotti contenenti alti livelli di THC, e regolamentazione per l’etichettatura con indicazioni degli effetti del consumo e avvertenze sulla salute.

In Svizzera, invece, la Commissione Sanitaria della Camera e il Consiglio Nazionale, in aprile con 13 voti contro 11 (con un’astensione) hanno votato a favore del progetto pilota per la legalizzazione della cannabis. Secondo la Commissione sanitaria lo Stato dovrebbe controllare la produzione e il commercio di canapa, depenalizzandolo, adoperandosi però anche a proteggere i giovani e i consumatori. Il programma di prova è la prosecuzione di un emendamento alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope approvato dal governo svizzero lo scorso settembre. I regolamenti approvati consentono una base giuridica per condurre sperimentazioni pilota scientifiche sulla cannabis. Lo studio di ricerca del governo svizzero richiede che la cannabis debba essere biologicaprodotta in Svizzera e contenere non più del 20% di THC.

L’Ufficio federale della sanità pubblica svizzero ha anche rilasciato una dichiarazione secondo la quale gli attuali divieti sulla cannabis sono inutili, poiché «nonostante tale divieto, il consumo è elevato, il mercato nero prospera e la sicurezza degli utenti non è garantita». 

Secondo Barbara Pastori, «se il processo di legalizzazione continua come previsto, il Portogallo – insieme ad altri paesi europei come Spagna, Olanda, Lussemburgo, Germania, Svizzera e Malta – potrebbe essere sulla buona strada per introdurre l’accesso legale alla cannabis per uso adulto nei prossimi anni». Anche perché gli effetti potenziali della legalizzazione della cannabis in Europa sono di vasta portata e significativi e comprendono aspetti economici, sociali, politici e medici.

Un potenziale boom commerciale
Il mercato potenziale della cannabis per adulti è enorme, sottolinea l’analista, specificando che: «Un europeo su dieci fuma cannabis ogni anno, mentre un quarto delle persone ammette di averla usata almeno una volta nella vita. Le vendite annuali nel mercato illecito della cannabis sono stimate a circa 11 miliardi di euro».

L’idea di base è che quindi «molti paesi si concentreranno sullo sviluppo di infrastrutture per la produzione interna di cannabis per uso adulto. Questo è il percorso che la Svizzera e i Paesi Bassi stanno tracciando per permettere una più stretta supervisione di tutte le fasi della catena di approvvigionamento e massimizzare l’ammontare delle entrate fiscali». Come evidenziato in The European Cannabis Report: 6a edizione, si prevede che le vendite di cannabis per adulti raggiungeranno i 200 milioni di euro entro il 2023, avvicinandosi agli 800 milioni di euro nel 2025. Per contestualizzare queste cifre, quando la cannabis è stata legalizzata in Canada, il mercato illecito della cannabis valeva 800 milioni di euro. Ci sono voluti solo due anni perché l’industria legale della cannabis per adulti portasse via la metà della quota di mercato.

Il potenziale della legalizzazione in Europa

Gli effetti sulla cannabis medica
La legalizzazione della cannabis in Europa non solo creerà un nuovo mercato, ma avrà anche un impatto significativo sul lato medico dell’industria. 

«Ci si può aspettare che la legalizzazione della cannabis per uso adulto avrà un impatto sul mercato della cannabis medica in Europa. Un effetto probabile è la crescente medicalizzazione di questi mercati della cannabis. I pazienti e i medici si allontaneranno sempre più dal fiore – ancora predominante in Europa – e si orienteranno verso prodotti come gli estratti, gli edibili e i prodotti farmaceutici più raffinati che allineano la cannabis medicinale alla pratica medica più tradizionale». 

Secondo Pastori si tratta di «un processo naturale, ma anche necessario per l’evoluzione dell’industria della cannabis farmaceutica. Poiché un numero sempre maggiore di pazienti sarà in grado di trovare soddisfazione per i propri bisogni di consumo altrove, la cannabis medicinale dovrà differenziare la propria offerta. Una tendenza simile può già essere vista in un mercato più maturo come il Canada, dove l’apertura di negozi di cannabis per uso adulto ha messo il numero totale di pazienti registrati su una tendenza al ribasso».

Trasformazione sociale e politica
L’ultimo punto riguarda gli aspetti sociali e politici: «La legalizzazione ricreativa della cannabis porterà quasi certamente un’ulteriore normalizzazione e accettazione sociale della cannabis in tutta Europa, alimentando le fiamme di un mercato che è già destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni (si prevede che varrà più di 3 miliardi di euro entro il 2025). Come per ogni altra cosa, gli stigmi sociali legati alla cannabis sono in gran parte dovuti alla sua illegalità e hanno cominciato ad essere eliminati man mano che i paesi si muovono verso la legalizzazione».

La considerazione finale è che «È improbabile che la legalizzazione trasformi completamente il mercato con un colpo di spugna. È molto più probabile che i paesi adottino gradualmente una soluzione ibrida o implementino una nuova legislazione a scaglioni. Questa è, comunque, una storia che abbiamo visto più e più volte. Quando raggiungiamo un punto di svolta legislativo, il cambiamento arriva spesso e velocemente».

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