Il governo portoghese ha approvato un documento che autorizza la coltivazione e lo sfruttamento industriale e medicinale della canapa, pur regolarizzando il settore solo parzialmente in attesa della prossima decisione della Commissione europea chiamata a dare nuove indicazioni in materia a settembre.  A livello dell’Unione europea infatti c’è ancora da chiarire se la canapa sia da considerarsi un “narcotico” e se sia “nuova” o meno per il consumo umano.

Allo stato attuale il nuovo decreto prevede che i Dipartimenti dell’Agricoltura e della Giustizia abbiano una supervisione e autorità sulla canapa che sotto lo 0,2 percento di THC viene considerata legale a tutti gli effetti. Il documento riguarda tutta la canapa coltivata per il consumo non umano (cioè industriale) e il cibo animale e disciplina le tariffe per la coltivazione (3.000) e le certificazioni (1.000) delle aziende.

Il Portogallo finora è stato uno dei pochi paesi europei ad aver consentito la produzione per la sola esportazione di cannabis terapeutica da quando Tilray ha stabilito impianti di produzione nel paese nel 2017. Nel 2001 fu il primo paese europeo a depenalizzare il consumo di tutte le sostanze stupefacenti, con una mossa studiata per contrastare il consumo dilagante di eroina, senza però autorizzare l’autoproduzione, scelta riconfermata alla votazione dell’ultimo disegno di legge in merito a gennaio 2019.

La tolleranza del Portogallo nei confronti dell’uso di droghe non si estende però alla sua vendita o fornitura. Se sorpresi a vendere Cannabis, ai trasgressori può essere inflitta una pena detentiva da uno a cinque anni.





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