Il Parlamento europeo ha votato a favore dell’aumento della percentuale di THC consentita per la canapa industriale in fase di coltivazione, dallo 0,2% allo 0,3%, azione molto importante, e tanto attesa, per rivalutare la canapa in Europa. La proposta è infatti stata inclusa nella PAC (Politica Agricola Comune) adottata dal Parlamento lo scorso 23 ottobre.

Da diverso tempo infatti si discuteva su questa proposta al punto che anche la EIHA (l’associazione europea della canapa industriale) si è battuta molto per la sua approvazione, sostenendo principalmente che l’aumento del limite di THC per la canapa industriale allo 0,3% non avrebbe avuto un effetto evidente sulla produzione illecita di cannabis, con tanto di studi e ricerche.
«Questo è un momento storico per la nostra industria, per i nostri agricoltori, per un futuro verde e per tutti gli europei», ha affermato il presidente dell’EIHA Daniel Kruse. «Infine, l’UE è di nuovo alla pari con il settore globale della canapa industriale». Probabile riferimento agli Stati Uniti che hanno fissato il limite allo 0,3%, ma in Europa la situazione è più frastagliata e ci sono paesi come la Svizzera che invece possono coltivare varietà di cannabis con un limite massimo di THC dell’1%.

Senza dubbio c’è ancora molto da fare ma questo sicuramente è un grande passo avanti per la canapa in Europa, adesso la posizione dovrà essere discussa con la Commissione europea e il Consiglio europeo.

Il Parlamento ha inoltre incluso la canapa nell’elenco dei prodotti che possono essere regolamentati dagli standard di commercializzazione, per agevolare e migliorare le condizioni di produzione e la qualità dei prodotti agricoli, con una serie di regole che comprendono i tipi di etichettature, gli imballaggi, le sostanze, i metodi utilizzati nella produzione e altri aspetti della filiera della canapa.





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