Animals

Il panda è salvo, ma gli altri?


Sono migliaia gli animali che rischiano di scomparire a causa di inquinamento, bracconaggio e deforestazione

Foto di un panda

Sono oltre un milione e mezzo le specie di animali e piante oggi considerate a rischio di estinzione, un fenomeno da sempre esistente in natura ma i cui effetti continuano ad aggravarsi di anno in anno a causa dell’attività antropica. Per quanto riguarda gli animali nello specifico, le specie in pericolo sono centinaia di migliaia, minacciate dalla perdita dell’habitat naturale, dal commercio sia legale che illegale, ma soprattutto dal riscaldamento globale e dai suoi effetti sui diversi ecosistemi. 

Secondo le stime di scienziati e associazioni ambientaliste, il genere animale maggiormente sensibile ai cambiamenti climatici è quello degli anfibi, con il 41% delle specie a rischio di estinzione, seguiti dai rettili con il 25%, i mammiferi con il 23% e infine gli uccelli con il 14%, numeri particolarmente preoccupanti ma soprattutto destinati a crescere in assenza di nuove misure per tutelare la biodiversità mondiale. 

ONG di riferimento per l’aggiornamento dei dati sulla biodiversità è oggi la IUCN (International Union for Conservation of Nature), che dal 1964 compila la Lista Rossa delle Specie Selvatiche, un vero e proprio elenco di tutte le specie animali e vegetali oggi in pericolo. Attualmente la lista annovera ben 134.425 specie, 37.480 delle quali a rischio di estinzione, ma il numero potrebbe essere superiore. I dati raccolti nella Lista Rossa sono particolarmente rilevanti se si considera che nel solo 2020 sono state dichiarate estinte ben 15 specie, come la volpe volante di Bonin, la mantide spinata nana e la rana velenosa splendida, e si teme che il numero possa aumentare ulteriormente nel 2021. 

Ma quali sono gli animali a più alto rischio di estinzione in natura? Alcune specie in particolare sono oggi sotto particolare sorveglianza. Tra queste, il rinoceronte di Giava, la cui popolazione è oggi stimata tra i 58 e i 61 esemplari nel parco nazionale di Ujung Kulon in Indonesia, il leopardo dell’Amur, che conta circa 70 esemplari in natura secondo le più recenti stime, e la vaquita, il cetaceo più a rischio di estinzione al mondo, con solo 10 esemplari in natura.

Anche in Italia la situazione rischia di raggiungere livelli critici. Basti fare l’esempio dell’orso marsicano, una sottospecie dell’orso bruno diffuso in Europa, Asia e Stati Uniti d’America, che conta oggi solo 50 esemplari, divisi tra il Parco nazione dell’Abruzzo, Lazio e Molise. 

Qualche buona notizia, legata ai progetti di conservazione, però c’è: oltre al famoso panda, di cui si è molto parlato sui media, la popolazione del condor della California e del lupo grigio risultano in crescita così come quattro tra le specie di tonno più pescate commercialmente hanno mostrato segni di ripresa grazie ai paesi che applicano quote di pesca più sostenibili.

Come si legge sul sito dell’IUCN, «esistono comunità solide di uomini e donne che lottano contro la distruzione degli habitat. Possiamo sperare nel cambiamento e sognare un futuro più sostenibile».

a cura di Enrico Macciotta
Studente di giurisprudenza con una grande passione per la geopolitica e le relazioni internazionali. Sogna di diventare un giornalista fin da bambino

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