Negli ultimi vent’anni la superficie verde della Terra è aumentata. Lo rivela uno studio guidato dalla Nasa e pubblicato su Nature Sustainability che non ha dubbi nell’individuare i meriti che incredibilmente vanno a India e Cina, due dei Paesi più inquinati e inquinanti del pianeta.

Ora, rispetto ai primi anni 2000, ci sono oltre 2 milioni di miglia quadrate in più all’anno di superficie ricoperta da piante con fogliame: un aumento del 5%. All’inizio si era pensato che il fenomeno fosse dovuto a un clima più caldo e più umido e alla fertilizzazione proveniente dal biossido di carbonio aggiunto nell’atmosfera che, per esempio, avrebbe portato a una maggiore crescita delle foglie nelle foreste settentrionali. Ora, i nuovi dati evidenziano che anche gli esseri umani stanno contribuendo.

Lo straordinario contributo della Cina a questo trend globale al greening arriva per ben il 42% dai programmi di conservazione ed espansione delle foreste, sviluppati dal governo comunista nel tentativo di ridurre gli effetti dell’erosione del suolo, dell’inquinamento atmosferico e dei cambiamenti climatici.

Un altro 32% – e l’82% degli inverdimenti visti in India – proviene da coltivazioni intensive di coltivazioni ad uso alimentare. Quindi, l’India più che nella ricrescita delle sue foreste punta sull’agricoltura. Dal 2000, per alimentare le loro grandi popolazioni, la produzione di cereali, verdure, frutta e altro di questi due paesi è aumentata del 35-40% circa.

Purtroppo l’incremento del verde osservato in tutto il mondo e dominato da India e Cina non compensa il danno derivante dalla perdita di vegetazione naturale nelle regioni tropicali, come il Brasile e l’Indonesia. Inoltre poco può anche contro il riscaldamento globale, l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacciai e l’acidificazione degli oceani.

In che modo questo trend al greening potrebbe cambiare in futuro dipende da numerosi fattori, sia globali che locali, ma ora che sappiamo che l’influenza umana diretta è un elemento chiave del greening della Terra, dobbiamo tenerne conto nei nostri modelli climatici. Questo aiuterà gli scienziati a fare previsioni migliori sul comportamento dei diversi sistemi terrestri, che aiuteranno i paesi a prendere decisioni migliori su come e quando agire.





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