semi canapaIl Ministero delle politiche agricole ha avanzato la proposta di limitare la commercializzazione di semi appartenenti a specie di canapa non certificate, con percentuali di Thc superiori allo 0,2%.

Lo scorso 23 marzo vi avevamo anticipato la notizia, emersa tra le righe della memoria depositata dal Ministero delle politiche agricole a commento della nuova legge sulla canapa industriale. All’interno del documento, in mezzo alle prescrizioni per la coltivazione di canapa industriale, compariva la seguente osservazione: «La messa in commercio, dietro corrispettivo, di piccole quantità di semi di canapa di varietà non certificate, anche in presenza di dicitura “campione gratuito non destinato alla vendita”, dovrebbe essere configurato come un illecito amministrativo».

Per chiarire i termini della questione abbiamo chiesto allo stesso ministero di avere delucidazioni in merito. Chiarimento che è arrivato oggi, con la comunicazione via mail inviataci dal responsabile della segreteria tecnica del ministero.

Questa la risposta: «il documento da lei citato riporta una proposta maturata in un Tavolo tecnico sulla coltura della canapa ed è volta a contenere la commercializzazione di specie di canapa non certificate, con THC superiore a quello massimo consentito per la coltivazione per uso agricolo-alimentare. La produzione di piante di cannabis o di parte di esse (infiorescenze, fresche e/o essiccate) potenzialmente destinabili o utilizzabili a produrre “sostanze farmacologicamente attive” o con THC superiori ai limiti indicati dal DPR 309/90 deve avvenire nel rispetto della normativa dell’Unione europea e di quella italiana».

In pratica si conferma che secondo il Ministero la diffusione di semi di canapa di varietà differenti da quelle certificate per l’uso industriale dovrebbe diventare illecito amministrativo. Una norma che, se approvata, renderebbe di fatto illegali i semi di cannabis e si abbatterebbe come una scure sul settore dei growshop.

La memoria approvata dal tavolo tecnico del ministero guidato da Maurizio Martina (del Partito Democratico) non avrà ripercussioni politiche immediate, come specificato nella risposta che abbiamo ottenuto: «tale emendamento non sarà accolto nel disegno di legge ora in discussione al Senato trattandosi di materia non direttamente attinente allo scopo del DDL». In pratica significa che il documento non comporta modifiche al testo di legge, ma espone semplicemente la posizione e l’auspicio del ministero, il quale invita le commissioni competenti a procedere nella direzione della lotta contro il commercio di semi di cannabis.

Possibile che questa presa di posizione non avrà ripercussioni di alcun tipo. Tuttavia la nostra redazione rimarrà vigile per segnalare ogni nuovo possibile colpo di coda proibizionistico proveniente dal governo.





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