I quattro cittadini protagonisti della sentenza

I quattro cittadini protagonisti della sentenza

Questa è la breaking news del giorno: il Messico ha legalizzato la cannabis. Lo starete leggendo su molti siti d’informazione e su centinaia di pagine Facebook. E’ tutto vero? Non proprio. In realtà si tratta di una notizia di non semplice interpretazione, che spesso sui media (almeno italiani) sta venendo trattata con titoli e contenuti eccessivi. Ecco come stanno veramente le cose.

LA SENTENZA CHE DICHIARA INCOSTITUZIONALE LA LEGGE SULLA CANNABIS. Tutto nasce da una sentenza della Corte Suprema di Città del Messico. Accogliendo il ricorso presentato da 4 cittadini, membri del gruppo SMART (Società Messicana di Autoconsumo Responsabile e Tollerante), i giudici con 4 voti a favore e uno contrario hanno deliberato l’incostituzionalità degli articoli 235, 237, 245, 247 e 248 della Legge Generale di Sanità. Questi articoli sono quelli che vietano e determinano le pene per produzione, possesso, trasporto e consumo di cannabis. Una dei giudici, Olga Sanchez, ha così motivato la sentenza al quotidiano messicano Cronica: “la protezione della salute è il concetto alla base delle leggi sulla droga in Messico, ed abbiamo ritenuto che nel caso della cannabis il suo allarme sociale non sia così elevato da prevedere il divieto assoluto di produzione e consumo della sostanza”.

MA LA LEGALIZZAZIONE PER ORA RIGUARDA SOLO 4 PERSONE. Coltivare e consumare cannabis diventa dunque legale? Sì ma solo per i 4 cittadini autori del ricorso. Si tratta infatti di una sentenza che riguarda questo specifico caso e non può abrogare in linea generale le leggi che regolano il proibizionismo. Da oggi i 4 cittadini interessati dalla sentenza potranno richiedere alla Commissione federale per la protezione contro il rischio sanitario (COFEPRIS) una licenza che permetta loro di produrre, possedere, trasportare e consumare la cannabis. E l’Ente, in base alla sentenza, sarà tenuto a concedere questa autorizzazione.

SERVONO ALTRE QUATTRO SENTENZE ANALOGHE. Un caso paradossale, reso possibile dalla particolare legislazione messicana, la quale prevede che una sentenza della Corte “faccia giurisprudenza” solo dopo altre quattro sentenze analoghe. Se questo si verificherà le leggi in questione verranno definitivamente rese incostituzionali e tutti i tribunali saranno tenuti a uniformarsi a quanto stabilito dalla Corte Suprema. Solo a questo punto la coltivazione ed il consumo (ma non la vendita) di cannabis diventerebbero pratiche legali per tutti i cittadini, anche senza alcun passaggio parlamentare.

E ADESSO COSA POTREBBE SUCCEDERE? Secondo le dichiarazioni raccolte da un altro importante quotidiano messicano, El Universal, l’avvocato dei quattro, Aguinaco Bravo, ritiene che “la sentenza provocherà un’ondata di ricorsi da parte di altri cittadini”. Ed ora la speranza è che la Corte confermi la sentenza per altre 4 volte sino a renderla vincolante. Il presidente del Messico Enrique Peña Nieto, noto proibizionista, pur affermando di rispettare la sentenza, secondo il quotidiano El Pais, ha cercato in tutti i modi di minimizzare la portata della decisione storica: “La decisione riguarda solo le quattro persone che hanno presentato la causa, quindi, dal punto di vista del governo nulla cambia e non c’è alcuna necessità di rivedere la legislazione antidroga”





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