Manca solo la taglia con la scritta “ricercato” per poter annunciare definitivamente che siamo nel far west. Sopra e sotto la foto segnaletica c’è l’avviso: «Domenica 3 settembre ore 16.15. Ti ho ascoltato e hai comperato 60 euro di fumo. La prossima volta scrivo dove abiti e come ti chiami». Il volantino è stato affisso in più posti nel centro città, nella zona di viale Gramsci.

A Modena da mesi va avanti la battaglia di alcuni cittadini contro “il degrado”: ronde notturne, avvertimenti agli spacciatori, minacce alle prostitute. Difficile non annotare come questa tranquilla città emiliana sia il paese natale di Carlo Giovanardi, l’alfiere del proibizionismo italiano, che qui tiene spesso le sue iniziative contro il consumo di droga.

Già alcune settimane fa un analogo fatto aveva colpito uno spacciatore di erba: foto segnaletica appesa in città con sotto la scritta  «Questo è uno spacciatore di droga. Deve andare in galera». Ma se in quel caso la “taglia” pubblica aveva colpito una persona che commette un reato, in questo nuovo caso il “legalista anonimo” colpisce un semplice consumatore, con tanto di fotografia che – anche se fatta da lontano – lo rende probabilmente riconoscibile a famigliari e conoscenti.

Una persona che acquistando cannabis non ha commesso alcun reato, visto che in Italia – nonostante tutto è bene ricordarlo – consumare ed acquistare cannabis (come ogni altra sostanza) non è un reato penale.

Un fatto che si potrebbe definire un caso isolato, se non fosse per i commenti raccolti nel gruppo Facebook dei cittadini della zona, dove – pur non mancando alcuni commenti critici – in molti applaudono l’iniziativa, ne chiedono altre analoghe e si spingono a criticare il fatto che la targa del motorino del consumatore di cannabis non sia leggibile.





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