Succederà entro il 2020: biglietti gratis per sempre e per tutti. L’iniziativa del governo di Xavier Bettel, rieletto lo scorso dicembre, mantiene le promesse fatte in campagna elettorale quando aveva promesso di prendersi cura dell’ambiente, impegnandosi con iniziative concrete relative al settore dei trasporti. Il primo ministro Bettel, oltre ai trasporti gratuiti, ha promesso anche di ridurre la pressione fiscale, di investire nelle tecnologie ecologicamente sostenibili e di legalizzare la cannabis.

Il Lussemburgo è un Paese molto piccolo di 600.000 persone, con un altissimo livello di qualità di vita e bassissimi tassi di criminalità; per attraversarlo in auto è sufficiente un’ora. Eppure, la sua capitale (Lussemburgo, per l’appunto), è una delle più congestionate al mondo: ogni giorno, i suoi confini sono varcati da decine di migliaia di lavoratori che arrivano dai Paesi confinanti, e che affollano così con le loro auto un territorio dove lo spazio è decisamente limitato.

Da qui, la decisione di introdurre il trasporto gratuito per tutti. Un’iniziativa che non è rivolta solo a cittadini e pendolari, ma anche ai turisti. In realtà, i primi passi verso l’obiettivo di rendere i trasporti pubblici gratuiti, sono stati compiuti già quest’estate con l’esenzione dall’obbligo di biglietto di treni, bus e tram per i giovani lussemburghesi (di età inferiore ai 20 anni) oltre che per le classi più indigenti. Quello che si concretizzerà con il prossimo passaggio, e forse anche in anticipo rispetto alla data prefissata, sarà un esperimento d’avanguardia politica al costo di 1 miliardo di euro all’anno. Sarà soprattutto un segnale forte all’interno dell’Unione Europea riguardo la possibilità di tentare misure per garantire a tutti i cittadini il diritto all’aria pulita e alla vivibilità degli spazi urbani.

Il Lussemburgo non è però l’unico a muoversi in questa direzione. A Tallinn, capitale dell’Estonia, già dal 2013 i residenti utilizzano la rete di trasporti – 70 linee di autobus, 5 di filobus e 4 di tram – gratuitamente. Una manovra nata, non tanto come misura per salvaguardare l’ambiente e la salute, quanto come una forma di redistribuzione della ricchezza e un modo per aumentare la stabilità sociale. Diversi studi indicano che la decisione non sia però riuscita a far diminuire il traffico di automobili in maniera considerevole: in molto sostengono che per scoraggiare l’uso dell’auto servirebbero tariffe per il parcheggio più alte, oppure nuovi pedaggi per chi entra in centro città.

L’esempio di Tallinn suggerisce che serve una manovra più ampia, che tenga conto di più elementi, per raggiungere gli obiettivi sperati. Anche la Germania, patria di colossi automobilistici come Daimler, Volkswagen o Bmw, si è detta pronta a sperimentare i mezzi pubblici gratuiti in cinque città del paese: Bonn, Essen, Herrenberg, Reutlingen e Mannheim.





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