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Il Lussemburgo legalizza la coltivazione personale di cannabis: è il primo paese in Europa

Il Lussemburgo legalizza la coltivazione personale di cannabis: è il primo paese in Europa

Il Lussemburgo è il primo paese in Europa a rendere legale l’autoproduzione di cannabis ad uso personale: gli adulti saranno autorizzati a coltivare fino a quattro piante di cannabis nelle loro case o nei loro giardini.

L’annuncio è stato fatto oggi e, secondo il governo, è un tentativo di regolamentare diversamente il mercato della cannabis, “alla luce del fallimento del proibizionismo come deterrente all’uso”.

Oltre alla coltivazione personale di 4 piante per famiglia, che è la stessa soluzione che ha annunciato di voler adottare anche il governo di Malta, sarà permesso il commercio di semi senza alcun limite sulla quantità o sui livelli di Tetraidrocannabinolo (THC) e sarà possibile acquistarli nei negozi, online, o anche importarli. Il passo successivo sarà quello di permettere la produzione nazionale di semi per scopi commerciali.

Il ministro della giustizia Sam Tamson ha descritto il cambiamento della legge sulla produzione e il consumo domestico come un primo passo. “Abbiamo pensato che dovevamo agire, abbiamo un problema con le droghe e la cannabis è la droga più usata ed è una grande parte del mercato illegale”, ha detto. “Vogliamo iniziare permettendo alle persone di coltivarla in casa. L’idea è che un consumatore non si trovi in una situazione  illegale se consuma cannabis e che noi non sosteniamo l’intera catena illegale, dalla produzione al trasporto alla vendita, dove c’è molta criticità. Vogliamo fare tutto il possibile per allontanare sempre più persone dal mercato nero illegale”.

Il piano del governo, inizialmente, era quello di procedere direttamente con la legalizzazione come annunciato già due anni fa, in un percorso che aveva portato anche alla proposta di una legge specifica, su come il fenomeno sarebbe stato normato e a settembre proprio il ministro della giustizia Sam Tanson aveva rifiutato di confermare che il Lussemburgo legalizzerà la cannabis per uso ricreativo, facendo intendere che il progetto sarebbe stato rimandato. Oggi invece c’è stato il colpo di scena.

Come funziona la nuova legge del Lussemburgo

Per il momento resterà il divieto del consumo e del trasporto di cannabis o di prodotti a base di cannabis in pubblico e il commercio di cannabis o di prodotti a base di cannabis che non siano i semi. Ad ogni modo il consumo e il trasporto di una quantità fino a 3 grammi non sarà più considerato un reato penale, ma classificato come infrazione e le multe saranno ridotte a soli 25 euro per il possesso di meno di 3 grammi (prima andava da 251 a 2.500 euro). “Sopra i tre grammi, non cambia nulla, sarai considerato uno spacciatore”, ha detto Tamson. “Non cambia nulla neanche per gli automobilisti: c’è ancora tolleranza zero”.

Fonti del governo hanno detto che la legislazione è stata guidata dal desiderio di liberalizzare il consumo e la coltivazione “tra le proprie quattro mura”. Ma è evidente che si tratta del primo passo verso una nuova regolamentazione della gestione della cannabis da parte dello stato, progettata per tenere i consumatori lontani dal mercato illegale.

E intanto, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, anche Malta dei prepara a seguire questa strada. La stessa strada che abbiamo intrapreso in Italia dove la legge per depenalizzare l’autoproduzione di cannabis che era stata proposta in commissione giustizia ha trovato l’opposizione pregiudiziale della destra, che aveva annunciato migliaia di emendamenti per bloccare la legge. La risposta degli attivisti è stata la proposta del referendum, che ha visto una partecipazione da record con oltre 630mila firme raggiunte fino ad oggi. Firme che saranno consegnate il 28 ottobre, per poi arrivare a votare il referendum probabilmente della prossima primavera.

Il Lussemburgo traccia una strada nuova per la cannabis in Europa, e ora è solo questione di tempo perché anche altri Stati ne seguano l’esempio.

 





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