I sistemi di riscaldamento e raffreddamento emettono ogni anno oltre mezzo miliardo di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Inoltre, la maggior parte degli edifici sono realizzati in calcestruzzo, la cui produzione è una delle principali fonti di emissioni di carbonio.

Per questo la ricerca svolta dagli studiosi dell’Università del Maryland e pubblicata sulla rivista Science rappresenta una buona notizia da tenere in considerazione: i ricercatori hanno sviluppato un nuovo nanomateriale a base ligneo capace di abbattere i consumi energetici e isolare termicamente pareti e soffitti.

Questo materiale detto “legno refrigerante” (cooling wood), se utilizzato per gli esterni dei palazzi, per i tetti e i muri perimetrali, può manenere la temperatura interna fino a 10° C più bassa di quella registrata nell’ambiente circostante, anche durante le ore di maggior esposizione solare, oltre a comportare una conseguente riduzione dei consumi del raffreddamento attraverso i condizionatori fino al 35%.

Rispetto ai tradizionali pannelli di legno, il prodotto realizzato dai ricercatori del Maryland si scalda in media 6-7°C in meno.

Le case fatte di legno ad alta tecnologia potrebbero aiutarci a rimanere freschi e anche a ridurre le emissioni di carbonio abbassando il consumo di energia utilizzata per l’aria condizionata.





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