il-premier-matteo-renziIl governo Renzi non ha alcuna intenzione di depenalizzare la coltivazione di cannabis a scopo personale, almeno per ora. La notizia era già nell’aria da qualche giorno (ve ne avevamo parlato in anteprima in questo articolo) ora la conferma arriva da un articolo di Repubblica, che pone l’accento anche su un retroscena: Renzi non è convinto di depenalizzare la coltivazione perché teme che verrebbe percepita dall’opinione pubblica come un passo indietro nella lotta contro la droga.

E poco importa se la coltivazione che sarebbe dovuta essere depenalizzata era esclusivamente quella di poche piante ad evidente scopo di uso personale, e non certo la produzione ai fini di spaccio. Misura tra l’altro richiesta a gran voce anche dal capo della polizia Alessandro Pansa, secondo il quale questo reato «serve solo a intasare le procure».

Una nuova vittoria di Alfano – che si era opposto a questa depenalizzazione, come a quella del reato di clandestinità – e una nuova dimostrazione del fatto che il governo manca di ogni coraggio in relazione ai diritti individuali e civili.

Cittadini “colpevoli” di aver messo a coltivazione una o due piantine di cannabis, magari per evitare di finanziare la criminalità dello spaccio, continueranno a finire a processo e talvolta in carcere, mentre polizia e magistratura dovranno continuare a spendere tempo e risorse per perseguire atti irrilevanti anziché concentrarsi sulle cose più serie.

Un’ultima osservazione: se il governo rinuncia a depenalizzare la coltivazione a scopo personale per paura di perdere qualche voto, quali speranze si potranno mai nutrire sulla proposta di legge per la legalizzazione che si appresta ad arrivare in Parlamento? La risposta è semplice.





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