I due partiti che formano la coalizione di governo in Israele, il Likud del premier Benjamin Netanyahu e il partito Blu-Bianco, hanno trovato un accordo per procedere all’approvazione di una legge per la depenalizzazione e la legalizzazione della cannabis. A riferirlo è un articolo pubblicato dal quotidiano israeliano The Times of Israel.

Secondo la dichiarazione del governo la legalizzazione sarà progettata “attraverso un modello responsabile che sia adatto allo Stato di Israele e alla popolazione israeliana” e che il disegno di legge sarà portato al più presto al Comitato ministeriale per la legislazione (organo che si occupa di valutare le leggi, che non ha un omologo nel sistema italiano). Secondo la stampa israeliana potrebbero bastare 4 mesi affinché il progetto di legge per la legalizzazione inizi il suo iter di approvazione.

Pubblicate anche quelli che dovrebbero essere i punti cardine attorno i quali ruoterà la legalizzazione: divieto di acquisto per i minori di 21 anni, divieto di acquisto e consumo per i lavoratori impegnati nel comparto della sicurezza, divieto di guida sotto effetto della cannabis, apertura di dispensari destinati alla vendita della cannabis al dettaglio, limitazioni sulla pubblicità, istituzione di un fondo educativo per campagne di educazione e sensibilizzazione sui rischi del consumo.

La notizia arriva dopo che il premier Netanyahu, già nel marzo scorso, aveva reso noto che stava valutando l’ipotesi di legalizzazione della cannabis e a poco più di un anno di distanza dall’approvazione di una legge attraverso la quale Israele ha permesso alle proprie aziende di esportare cannabis terapeutica in tutto il mondo. Da tempo infatti, lo stato sionista sta puntando a diventare leader mondiale del settore della cannabis.





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