Il mio Giardino segreto è una vecchia cisterna d’acqua, in pietra e circolare.
 Diametro approssimativo 6m e profonda 2m. Il fondo è argillosissimo, come quello che d’estate diventa una pietra e si spacca in superficie, probabilmente il terreno peggiore per le nostre piante.

Durante lo scorso inverno e la primavera, ho rivoltato 40cm di terra, gettandoci in mezzo qualche sacco di terriccio pessimo che altrimenti avrei dovuto buttare e un po’ di foglie del giardino.
Prima della semina, ho scavato buche di circa 40x40cm. Sul fondo ho mischiato 2 manciate di stallatico alla terra argillosa presente e le ho riempite con del buon terriccio tedesco.

Semino, a fine aprile, gli autoprodotti Jack HererxS.A.D.. Interro anche qualche seme automatico autoprodotto Low2xWitheDwarfxMaxiGOM.

Dal mio incrocio, maschio JH e femmina SAD, escono 4 fenotipi che rendono il raccolto vario anche come effetti. Ci sono SAD da 110cm, stessa altezza dell’indoor, SAD da 2m, misto pieno SADxJH e JH pure, di quasi 3m.

La semina avviene in vasetti neri da vivaio, senza tenere prima i semi in ammollo, non mi serve sollecitare l’emergenza, li interro alla profondità di 1cm. Vero che tutti dicono 0,5cm, ma interrandoli meglio evito che escano con ancora il seme attaccato ai cotiledoni.


Il mio modo di fertilizzazione richiama l’idrocultura, visto che lo faccio ad ogni annaffiata. Il modo è semplice, divido il quantitativo comprendendo i giorni a sola acqua. Nel caso concimassi per dare poi 2 volte sola acqua, divido la dose di concime per 3 e la do SEMPRE.

I semi sono germinati tutti meno uno, la pecora nera non manca mai. Li conservo in frigorifero, anche se si possono mettere nel congelatore per farli durare decenni.

Qualche automatica l’ho piantata tanto per non lasciare i semi inutilizzati. Questa è un’automatica dello scorso anno.

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Solitamente, annaffio con 20l di acqua concimata ogni 2gg, in media. Fertilizzo SEMPRE dall’inizio della coltivazione. Credo di avere occhio per le richieste delle piante e durante il periodo di grande caldo ventilato, le annaffio in modo continuativo.

Tanto per controllare se il famoso chiodo che sviluppa i tricomi funziona oppure no, ho seviziato una SAD. Ho osservato per 15gg, con estrema cura e fotografato giornalmente la cima e l’intera pianta. Il tronco è sempre diventato marrone, ma i tricomi sono ridotti alle foglioline minuscole, la differenza negativa è evidente.

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Ho cercato con cura tra le cime compatte delle SAD per controllare bene la presenza di bruchi, fastidiosi di per se, visto che mangiano l’interno della cima, ma pericolosissimi se si lasciano fare, è quasi certa l’arrivo della muffa e la Botrite, non perdona. In questo periodo i bruchi sono il pericolo peggiore, basta trascurare e riducono la cima ad una pappa immonda dove la muffa è padrona. Al limite preferisco rompere qualche tricoma, ma ispeziono molto bene. In totale ne ho scoperti una decina.

Ho controllato i tricomi con il microscopio che arriva a 100 ingrandimenti, cinese, quindi un po’ di giallo sullo sfondo si vede.

Sono in gran parte lattescenti e qualcuno è ambrato, a mio parere, raccogliendo ora avrei un effetto fisico notevole, inoltre il THC non si è ancora degradato e la botta mentale è forte.

Per essiccare le cime, taglio i rami interi e li appendo a uno stendino per biancheria, lo trovo il modo più comodo. C’è molta umidità e talvolta devo usare il deumidificatore, faccio in modo che rimanga ben sotto il 70%.

Sicuramente la fertilizzazione continua ha migliorato la bellezza e la resa delle piante. Nessuna carenza né eccessi, che per altro non mi sono mai capitati. Non mi sono mai pentito di aspettare a concimare finché la pianta non lo chieda.

La teoria della fertilizzazione continua è buona, credo che sia meglio dare sempre il necessario, invece di abbuffare la pianta e poi lavarla con sola acqua.

Ho ancora le dita appiccicose, dopo averle lavate tre volte, profumate di timo, spezie e limone, dolce ma non troppo. Merito della prima SADxJH veramente incrocio e non SAD o Jack Herer. 220cm di una pianta che mi dispiaceva tagliare, per come era bella.

Ho appeso 31 rami allo stendino e devo dire che questo è un incrocio molto produttivo, con cime pesanti e dure come pietre. Lo selezionerò sicuramente, vale la pena.

Ho aspettato il punto giusto di essiccazione e ho inserito le cime nei barattoli di vetro, che ho aperto approfittando di una giornata con bassa umidità, tipo il 60% e richiuso dopo qualche ora. Assaggio proprio ora una bella cima di Jack HerexS.A.D. Con la luce, la cima appare brillante di tricomi, è asciutta come dovrebbe, cioè non si sbriciola (sarebbe troppo secca e rimarrebbe aspra in gola) e non è bagnata (sarebbe difficile da fumare). L’odore è stupendo, sembra la base dalla quale si ottengono i profumi da uomo, un misto di muschio, gelsomino e pera. Non è possibile usare il grinder, quindi uso le forbici per sminuzzare. Il fumo pizzica sulla lingua, ma lascia la gola fresca. Al gusto, sento un lieve sapore di menta e mirtilli, con uno speziato piacevole. Appena finito sono rimasto a guardare lo schermo senza pensare a nulla, l’effetto fisico è evidente, poi però le idee acquistano brillantezza e rimane il desiderio di fare qualcosa, a mio parere è lo sposalizio giusto tra indica e sativa.

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Indoored





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