Il filo di canapaFino al periodo successivo alla seconda guerra mondiale l’Italia era il secondo produttore di canapa al mondo, dopo la sola Unione Sovietica. In tutto il paese se ne coltivavano quasi 100mila ettari, una coltura particolarmente diffusa in Emilia-Romagna e con, come le chiameremmo ora, eccellenze riconosciute nel mondo, come la celebre canapa di Carmagnola (nel torinese) che era ritenuta tra le migliori al mondo.

Poi, come sappiamo, l’arrivo del cotone e del nylon, le leggi proibizionistiche, e quindi il declino. Fino ad oggi. La canapa sta infatti cominciando a riscattarsi, pregustando la rivincita, nel 2014 i terreni in cui è coltivata in Italia sono aumentati del 150%, e la letteratura scientifica ha ormai provato le sue mille risorse, tra le quali la capacità di sequestrare grandi quantità di CO2, per la bonifica dei terreni inquinati.

Il filo di canapa, scritto dalla giornalista Chiara Spadaro (ed. Altreconomia, pp. 128, euro 8) è un libro che ripercorre in modo preciso ma semplice la storia della canapa nel nostro paese. All’interno del testo è presente anche un’intervista al direttore editoriale di Dolce Vita.





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